Fastweb e Telecom Italia: come funzionava la frode fiscale? 'Ndrangheta e politici coinvolti.
Il giro di riciclaggio di denaro che coinvolge Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Un meccanismo di “frode carosello” che vede coinvolti esponenti della ‘ndrangheta, politici, pionieri del web italiano e personaggi legati all'estrema destra.
Un giro di riciclaggio di denaro per due miliardi di euro e un’evasione dell’IVA per 400 milioni di euro. È quanto scoperto dai Carabinieri del ROS e dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione Phunchards-Broker che vede coinvolte Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Un danno patrimoniale di eccezionale gravità per l’Erario, scrive il Gip della Procura di Roma Aldo Morgigni.
Secondo gli inquirenti, gli accusati hanno commesso un numero indeterminato di delitti in materia di evasione fiscale contro la pubblica amministrazione e l’amministrazione della Giustizia, contro la fede pubblica e contro il patrimonio. Un’associazione transnazionale, perché operante in più paesi sia nell’Unione Europea che al di fuori, nella quale Fastweb e Telecom Italia Sparkle fungevano consapevolmente da cassa dalla quale estrarre le somme di denaro oggetto di successivo riciclaggio, in cambio dell’aumento dei crediti IVA verso l’Erario, dell’aumento del fatturato e dei margini ottenuti grazie alla riappropriazione di parte dell’IVA pagata alle società “cartiere”.
I principali organizzatori sarebbero stati Carlo Focarelli, fondatore di Flashnet, primo portale degli anni ’90 per accedere a Internet, e Gennaro Mokbel, imprenditore romano legato agli ambienti eversivi di estrema destra. Focarelli avrebbe costituito e gestito le società fittizie, mentre Mokbel si sarebbe occupato dell’ambito offshore. Quanto al senatore del PDL Nicola di Girolamo eletto all’estero, è accusato di essere la mente finanziaria del gruppo.
Nelle indagini appaiono collegamenti con la famiglia della ‘ndrangheta di Isola Capo Rizzuto, gli Arena. È emerso che, in occasione delle elezioni politiche del 2008, a Isola Capo Rizzuto si sono svolte riunioni con esponenti della ‘ndrangheta per la raccolta di voti tra gli emigrati calabresi in Germania. Per chiarirsi le idee su come sono andate le cose, può essere utile lo schema della frode elaborato da Reuters.
Autore: Andrea Galassi
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