Fastweb chiusura possibile dopo frode fiscale scoperta? Anche Telecom coinvolta.

Fastweb e Telecom Italia Sparkle a rischio commissariamento. Giovedì 2 marzo il giudice deciderà se nominare un commissario.

Redazione 

Una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale. Così il Giudice per le Indagini Preliminari Aldo Morgigni ha definito la vicenda che ha portato all’emissione di 56 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Roma e che vede coinvolto, fra gli altri, l’ex amministratore delegato di Fastweb Silvio Scaglia.

Una vera e propria organizzazione, che operava, secondo quando spiega il Gip, allo scopo di creare ingenti poste passive di bilancio dovute alle apparenti uscite di centinaia di milioni di euro in favore delle società “cartiere”, somme apparentemente spese per pagare l’IVA in favore di quest’ultime e che consentivano a Fastweb e Telecom Italia Sparkle di realizzare fondi neri per enormi valori.

Sia Fastweb che Telecom Italia Sparkle, società controllata al 100% da Telecom Italia, che possiede e gestisce la grande infrastruttura di cavi sottomarini in fibra ottica in Europa, America Latina e nel Mediterraneo, hanno diramato, su ordine della Consob, un comunicato ufficiale. Nei confronti di Fastweb e Telecom Italia Sparkle, si legge nella nota, è stata avanzata una richiesta di misura interdittiva dell’esercizio dell’attività sostituibile con il commissariamento che sarà valutata dal giudice giovedì. Fastweb, prosegue il documento, garantisce la continuità dell’attività ai clienti e ai 3.500 dipendenti e alle otre 8.000 persone che lavorano per l’azienda.

Se le due aziende riusciranno a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati e una condotta corretta e in linea con la legge, il giudice difficilmente potrà procedere alla nomina di un commissario.

Autore: Andrea Galassi

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