Facebook in Borsa. Quanto vale veramente? Conviene comprare azioni?
Mark Zuckerberg e compagnia si preparano a depositare presso SEC (U.S. Securities and Exchange Commission) la domanda per la quotazione in Borsa di Facebook.
La società di Palo Alto, California, alla prova della IPO (Initial Public Offering). Una Offerta Pubblica Iniziale promossa da Facebook. Advisor dell’offerta in Borsa, Morgan Stanley, affiancata da J.P. Morgan e Goldman Sachs, riferiscono i beninformati.
Le azioni, si dice Oltreoceano, potrebbero essere vendute a 34-40 dollari l’una. Per un valore della compagnia fondata da Zuckerberg stimato in 75-100 miliari di dollari. Il debutto in Borsa di Facebook consentirà di conoscere informazioni sinora mai divulgate in via ufficiale. Circa 800 milioni sono gli utenti iscritti alla piattaforma di social networking. Ma in quale misura Facebook riesce a trasporre l’enorme base di utenti in profitti e in crescita? Qual è il business generato dall’advertising? E, oltre alla pubblicità, quali sono gli accordi finanziari tra Facebook e gli sviluppatori? Quali sono, inoltre, i piani di sviluppo per la piattaforma? E, ancora, quali profitti ha generato, per Microsoft e per Facebook, l’accordo pubblicitario siglato tra le due società?
Facebook fa gola perché, sostiene il New York Times, il valore aggiunto della piattaforma sta nella enorme mole di dati che vi transitano. Su Facebook, gli utenti condividono brani musicali, video, notizie, gusti personali, immagini. Un contesto ideale per gli investitori e per i pubblicitari.
Conviene investire in azioni Facebook? Il social network blu ha davvero un valore potenziale di 100 miliardi di dollari? Rispondere è difficile, ammette l’economista Oscar Giannino sull’ultimo numero di Wired Italia. Non si conosce abbastanza di Facebook. Perché Zuckerberg e compagnia, al pari delle altre società non quotate inferiori ai 500 soci, può tenere quasi tutti i dati nel cassetto, spiega Giannino. «Il giro d’affari 2011 stimato dagli osservatori oscilla tra i 3 e i 4 miliardi di dollari, ma è una forchetta amplissima. Idem dicasi per il margine di utili, c’è chi dice 300 milioni, chi oltre 500. Certo, sappiano che Facebook ha solo 3000 dipendenti, non i 90.000 di Microsoft o i 31000 di Google», aggiunge l’economista italiano. «Ma quale sia la marginalità pubblicitaria, e su che valutazioni e proiezioni di commercializzazione e profilatura clienti aperta a terzi si basino le prospettive di crescita della piattaforma in realtà noi non lo sappiamo», conclude Giannino.
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