Privacy e Facebook: nuove regole e condizioni d'uso. Cancellarsi diventa impossibile? Le reazioni.

Facebook ha modificato i termini di servizio» del sito, che cambia alcune regole sui diritti d'uso dei contenuti inseriti dagli utenti. Polemiche e reazioni.

Redazione 

Pochi giorni fa, Debbie Frost, portavoce di Facebook, era intervenuta sulle polemiche sorte in seguito all’emendamento D’Alia, manifestando la contrarietà dell’azienda che gestisce il sito di social networking all’iniziativa del senatore dell’UDC. In queste ore, mentre Facebook annuncia che in Italia si sono raggiunti i 175 milioni di utenti attivi, Mark Zuckerberg, fondatore del sito, è intervenuto in prima persona con un post per placare altre polemiche sorte in Rete e rimbalzate sui media tradizionali.

Oggetto del nuovo clamore creatosi intorno a Facebook è la recente modifica dei «Termini di Servizio» del sito, che cambia alcune regole sui diritti d’uso dei contenuti inseriti dagli utenti. Chi si iscrive a Facebook, è chiamato a concedere al sito il diritto perpetuo, irrevocabile, non esclusivo, trasferibile, di utilizzare in qualsiasi modo le immagini, i testi e tutti i contenuti inseriti dagli utenti. Una regola che, una volta sottoscritta, vale per tutti i nuovi utenti, ma che ha effetto retroattivo anche per chi era giù iscritto. Inoltre, anche se l’utente disattiva l’account e si cancella dal servizio, Facebook può continuare a disporre come vuole dei contenuti inseriti in precedenza dall’utente stesso. Prima di questa modifica, invece, fanno notare in molti, la licenza sui contenuti scadeva quando l’utente decideva di rimuovere i contenuti uploadati su Facebook.

Quando gli utenti si sono resi conto che Facebook aveva modificato alcune parti dei «Termini di Servizio», subito si sono levate voci di preoccupazione per la privacy e di protesta contro la decisione unilaterale del sito. Un polverone che ha indotto lo stesso Zuckerberg a intervenire. Sono gli utenti a scegliere cosa condividere e con chi, ma Facebook, per mostrare agli altri ciò che l’utente ha scelto di rendere pubblico, deve poter avere una licenza di utilizzo. Per questo motivo, per un’esigenza pratica, dunque, Zuckerberg ha spiegato che vengono create due copie di un determinato contenuto (messaggio, immagine etc.), una nella cartella della posta inviata e l’altra nella cartella di posta in arrivo dell’amico. Se la persona che ha inviato un messaggio si cancella da Facebook, l’amico deve poter conservare il contenuto ricevuto. In sostanza, ha voluto precisare Zuckerberg, alcune frasi dei «Termini di Servizio» sono state riscritte in un linguaggio più chiaro e comprensibile, ma non è praticamente cambiato nulla rispetto a prima: Facebook non condividerà mai le informazioni inserite dall’utente in un modo contrario a quanto stabilito dall’utente stesso. Settare il proprio profilo in maniera restrittiva garantisce all’utente il pieno controllo dei contenuti.

Autore: Pierluigi Emmulo

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