Sciopero Movimento dei Forconi: 8-9 dicembre 2013 si farà lo stesso con trasportatori di alcune sigle. Anzi si rilancia

Prosegue l'organizzazione della protesta del Movimento dei Forconi. Sono in programma manifestazioni in quasi tutte le città d'Italia. Minacciata la chiusura delle frontiere.

Sciopero Movimento dei Forconi: il 9 dicembre 2013 si farà ugualmente
 

Continua a ricevere novità e adesioni la manifestazione nazionale promossa dal Movimento dei Forconi per il 9 dicembre 2013. Secondo gli ultimi aggiornamenti, il passaparola su Facebook inizia a diventare inarrestabile. Per ciascuna regione e quasi per ogni città d'Italia sono allestiti coordinamenti locali a cui rivolgersi per ricevere informazioni sulle modalità di partecipazione. Sì, perché questa associazione di agricoltori, pastori e allevatori "stanchi del disinteresse quando non del maltrattamento da parte delle istituzioni" ha scelto il web, anziché i tradizionali mezzi di comunicazione, come mezzo privilegiato per diffondere la propria voce.

Il via alle proteste, in realtà, è previsto dalle ore 22 dell'8 dicembre e, stando alle intenzioni dei promotori, dovrebbero protrarsi sino al 13 dicembre. La novità è rappresentata dall'adesione di tante categorie di lavoratori, mentre le sigle politiche sembrano rimanere alla larga. Lo stesso Movimento 5 Stelle, rispetto al quale c'è chi aveva immaginato vicinanze ideologiche, viene criticato dal Movimento dei Forconi. Non ci saranno, però, gli autotrasportatori che fanno riferimento alle sigle Unatras e Anita. Quest'ultime hanno infatti raggiunto un accordo sulle loro rivendicazioni con il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi.

Le principali critiche sono rivolte alle dimensioni del debito pubblico e alla troppe tasse a carico dei cittadini. Non è chiaro fino a che punto sarà una protesta pacifica. Su uno dei tanti volantini (virtuali) che circolano sulla Rete, si legge come ribellarsi sia "un dovere: quando un Governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato anche con mazze e pietre". Viene minacciata la chiusura delle frontiere: "Manderemo in tilt l'Italia. E contro coloro che vogliono strumentalizzare la natura di questa protesta, ribadiamo che il nostro unico intento è far del bene al nostro Paese: lo faremo con le mani in tasca, senza violenza".

Spiega il leader del Movimento, Mariano Ferro: "Le nostre aziende vengono derise dai cinesi. I cittadini chiedono a gran voce di passare ai fatti". Da qui la minaccia che "la protesta non può essere democratica e pacifica. Continuerebbero a prenderci in giro".