Pensioni riforma Letta: uscita anticipata scuola quota 96 e polizia. E lavoratori precoci e altri?

In attesa della riforma complessiva del comparto delle pensioni, il governo Letta pensa alla salvaguardia di alcune specifiche categorie di lavoratori.

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I primi passi della riforma delle pensioni a opera del governo Letta sembrano andare in una doppia direzione: quella della moderazione e quella della disparità di trattamento. Sì, perché se per un cambiamento dell'intero comparto occorre attendere la fine dell'anno o gli inizi del 2014, in tempi brevi potrebbero diventare esecutivi i provvedimenti in salvaguardia di alcune specifiche categorie. Non solo gli esodati, rispetto ai quali l'INPS ha fatto chiarezza in merito al loro numero e alla situazione previdenziale, ma anche i cosiddetti quota 96 ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d’età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono andati in pensione a causa dell’introduzione della riforma Fornero, e i militari.

E come metterla con i lavoratori precoci o con chi ha praticato mestieri usuranti? In particolare, su quota 96 viene ipotizzata la concessione del part-time fino al raggiungimento dell’età pensionabile o le proposte personalizzate per il personale femminile mentre sugli esodati, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini promette la salvaguardia entro la fine dell'anno. Più in generale, stando alle intenzioni del governo Letta, il sistema delle pensioni andrebbe riformato nel segno della flessibilità ovvero nel dare al lavoratore la possibilità di uscita anticipata in cambio di una riduzione dell'assegno mensile. Altre soluzioni prese in considerazione sono quelle dell'abbassamento della soglia anagrafica per andare in pensione e dello stop al blocco della rivalutazione degli assegni.

Per quanto riguarda i militari, si segnala la dichiarazione ufficiale dei parlamentari del PDL, Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Renata Polverini: "Dal Parlamento dovrà venire una chiara richiesta al governo: l'applicazione della riforma previdenziale della Fornero al comparto sicurezza-difesa va bloccata. Bisogna tener conto della specificità di questo settore già sottoposto a durissimi sacrifici, rispettare l'ordine del giorno votato all'unanimità dall'Aula di Palazzo Madama nella scorsa legislatura, raccordare gli interventi alla ristrutturazione in corso delle forze armate".