Riforma pensioni Letta 2014: uscita anticipata con prestito Ministro Giovannini. Requsiti, età come funziona poco chiari

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è al lavoro sulla bozza di proposta di introduzione del prestito previdenziale. Tante le domande ancora senza risposta.

Riforma pensioni: Giovannini rilancio piano uscita anticipata.
 

In questi giorni di ipotesi di rimpasto di governo, il ministro del Lavoro Enrico Giovannini prova a rilanciare la sua proposta di concedere un prestito ai lavoratori prossimi alla pensione o in condizioni complicate per favorire il congedo dal lavoro. Non si tratta di un'idea nuova. Già nelle scorse settimane era stato ipotizzato questo scenario che, a dirla tutta, non era mai stato illustrato fino in fondo. Quale potrebbe essere la spesa per lo Stato? Qual è il numero dei coinvolti? A quanto ammonterebbe la somma prestata? E con quali interessi? E poi, quali i tempi per la restituzione?

Si tratta di domande ancora senza una risposta. Per ora si ipotizza, in maniera piuttosto generale, di un aiuto economico per uscire dalla scena lavorativa, da concedere a chi è privo di ammortizzatori sociali e ai disoccupati con 62 ani di età e 35 di contributi. Sembra che l'importo minimo dell'assegno anticipato possa essere di circa 700 euro al mese, da restituire in piccole rate al momento della ricezione dei primi assegni previdenziali. Il tutto, ovviamente, su base volontaria. Lo scopo, in fin dei conti, è di scongiurare l'allargamento della platea degli esodati.

Di certo, i tecnici del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali stanno cercando di mettere a punto uno schema su cui iniziare a ragionare. La conferma arriva dallo stesso Giovannini: "Stiamo lavorando sugli aspetti tecnici. Il procedimento è complesso. Può prevedere anche il contributo da parte delle aziende. L'idea è di avere una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti - lavoratore, impresa ma anche Stato - ma ci deve essere robustezza finanziaria". I sindacati non sono convinti e chiedono una complessiva riforma delle pensioni nel segno della flessibilità.