Pensioni novità dai sindacati: grande manifestazione unica per rilanciare mini pensioni e quota 100

I sindacati si preparano ad una grande manifestazione contro il governo: la revisione dell’attuale riforma delle pensioni al centro delle richieste

I sindacati si preparano ad una grande manifestazione contro il governo per novità pensioni
 

Cgil, Cisl e Uil si preparano ad una grande mobilitazione contro il governo e nei prossimi giorni decideranno le modalità di questa manifestazione che rilancerà le questioni più importanti in ballo, da lavoro a pensioni, alle contrattazioni tra sindacati e governo. I segretari generali di Cgil e Uil, Susanna Camusso e Carmelo Barbagallo, hanno infatti annunciato che “A breve Cgil, Cisl e Uil metteranno in campo una mobilitazione per chiedere di modificare la legge Fornero sulle pensioni e di prevedere una maggiore flessibilità in uscita”.

La leader della Cgil, Susanna Camusso, ha annunciato che ci si sta organizzando per presentare al governo, per l’ennesima volta, le proprie richieste, cambiamenti necessari per rimettere in Paese in sesto. E ha chiaramente detto che nei prossimi giorni saranno formalizzate tutte le richieste. La Camusso ha infatti spiegato che visto che “Il governo non dà cenno di risposte, stiamo ragionando su come battere un colpo, cosa che faremo nel prossimo periodo. Nei prossimi giorni formalizzeremo le modalità con le nostre strutture”.

Le novità per le pensioni e le varie questioni previdenziali, a partire dai sistemi di uscita prima come quota 100, mini pensioni, ma anche quota 41, saranno al centro anche della grande manifestazione del Primo Maggio. Quest’anno, come sede della grande manifestazione che si terrà in occasione della giornata dei lavoratori, è stata scelta Genova, proprio in virtù del suo carattere industriale. Il segretario generale della Uil Barbagallo ha ribadito che in ballo “C’è sempre la questione della flessibilità per andare in pensione prima, insieme al nuovo modello di relazioni industriali e le crisi mondiali”, nonché la questione immigrazione.

Non è, come ben sappiamo, la prima volta, che i sindacati prendono posizioni sulla riforma pensioni, da sempre, infatti, rilanciano sulla necessità di rivedere l’attuale riforma pensioni, soprattutto per quanto riguarda i requisiti di uscita, diventati ancor più rigidi dal primo gennaio di quest’anno. L’età pensionabile, infatti, è salita di ulteriori quattro mesi, passando da 66 anni e tre mesi a 66 anni e sette mesi, e si tratta di un allungamento che, da una parte, blocca i lavoratori più anziani, costringendoli ad andare in pensione sempre più tardi, con tutte le difficoltà che questo obbligo comporta, e, dall’altra, chiude le porte per l’ingresso nel mondo del lavoro ai più giovani.

Ed è proprio in virtù di questa chiusura che i sindacati continuano a rilanciare sull’urgenze di cambiare le regole pensionistiche attuali: favorire, infatti, l’uscita anticipata dei lavoratori più anziani permetterebbe la creazione di nuovi posti di lavoro in cui impiegare i giovani, dando nuova spinta, allo stesso tempo, a produttività e competitività. Sono questi, infatti, i criteri che, a loro volta, sostengono una ripresa dell’economia in generale.