Pensioni novità: scontri in casa tra Governo e minoranza PD: le ipotesi su quota 100, quota 41, mini pensioni

Le novità pensioni non decollano anche per gli scontri tutti interni al Partito democratico con scissione in vista.

Pensioni novità scontri interni Governo e minoranza Pd
 

Ci sono anche gli scontri interni all'esecutivo e al Partito democratico a frenare l'introduzione di novità sulle pensioni. Da una parte c'è l'ala che fa riferimento al premier, piuttosto timida sulle pensioni, dall'altra c'è la sinistra dem, più riformista e combattiva sul versante della previdenza. Tuttavia, come dimostrano novità e ultime notizie, la capacità di incidere è molto bassa. Proprio ieri si è conclusa la tre giorni della minoranza del Partito democratico, che critica Renzi per la gestione del partito e del governo, a San Martino in Campo (Pg). Speranza ha escluso scissioni: "La nostra sfida è dentro il Partito democratico".

Venerdì in una intervista al Corriere Massimo D'Alema ha invece sparato su Matteo Renzi, sul governo e sulla gestione del partito. "Sta crescendo un enorme malessere alla sinistra del Partito democratico", ha detto. A suo dire, "nessuno può escludere che qualcuno riesca a trasformare questo malessere in un nuovo partito". E ancora: "Molti elettori ci stanno abbandonando. Compresi quelli che ci avevano votato alle Europee, nella speranza che Renzi avrebbe rinnovato la vecchia politica".

Il tutto mentre è arrivato il "non sciupate il Pd". È l'appello lanciato dall'ex segretario dem, e fondatore, Walter Veltroni, nella sua rubrica settimanale su l'Unità. "Lo vorrei dire a tutti i protagonisti del dibattito in corso in questi giorni - ha scritto Veltroni -. I toni si sono fatti aspri e si affaccia il rischio di scissioni, separazioni dolorose, possibili contraccolpi per il centrosinistra alle elezioni comunali".

Tra le proposte che la sinistra dem sta portando avanti sulle pensioni c'è quella che prevede per i lavoratori che hanno maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni, l'accesso al pensionamento flessibile dopo il compimento del requisito minimo di 62 anni di età, purché l'importo dell'assegno sia pari ad almeno 1,5 volte quello dell'assegno sociale. Viene poi chiesta la garanzia dell'invarianza degli oneri prevedendo penalizzazioni graduali in relazione all'età di pensionamento effettivo, non superiori all'8% nel complesso e al 2% per ciascun anno di anticipo.

E ancora: il riconoscimento alle lavoratrici madri, ai fini della maturazione del requisito di anzianità anagrafica della valutazione doppia dei periodi di astensione dal lavoro per maternità e per bambino, per un periodo massimo di 2 anni e, per ciascun periodo di sospensione lavorativa entro 2 anni dall’evento del parto, di una contribuzione figurativa di base per la durata massima di sei mesi per ciascun evento.