Pensioni novità: ultime notizie su una parziale revisione del sistema previdenziale

Dal Documento di economia e finanza al ddl Concorrenza passando per il lavoro del Comitato ristretto pensioni a Montecitorio.

Pensioni gli iter attuali per le novità sulle pensioni
 

NOVITÀ PENSIONI: C'è la possibilità di intervenire immediatamente su alcune anomalie del sistema pensionistico. Le ultime novità sulle pensioni, infatti, parlando di soluzioni all'unione dei contributi versati in sedi diverse, per i lavori usuranti e per chi ha iniziato presto a lavorare e versare contributi.

Anche se le novità pensioni non sono ufficialmente nell'agenda dell'esecutivo, le decisione assunte in questi giorni avranno conseguenze sul sistema previdenziale in vista della manovra di fine anno. Stando a quanto dichiarato a più riprese dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, è proprio quello lo strumento adatto per introdurre provvedimenti strutturali. Questi sono allora i giorni della definizione del Documento di economia e finanza 2016, da presentato alle Camere entro il 10 aprile. Viene illustrata la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine e dunque le intenzioni di Palazzo Chigi anche rispetto al welfare e alle novità pensioni.

Ecco poi che tra gli emendamenti al disegno di legge sulla concorrenza, adesso a Palazzo Madama, c'è la pensione complementare, rispetto a cui viene prevista la possibilità di dirottare anche solo una quota di Tfr. Per i proponenti, la disposizione, "intende sviluppare le adesioni, grazie alla possibilità rimessa espressamente alla contrattazione collettiva di determinare la quota minima di Tfr da destinare alla previdenza complementare".

Un altro fronte aperto è quello del Comitato ristretto pensioni a Montecitorio. Tra le tante proposte al centro del confronto ci sono quelle relative all'introduzione di un limite di importo per i trattamenti pensionistici corrisposti da gestioni previdenziali pubbliche in base al metodo retributivo all'istituzione di un contributo di solidarietà per l'equità intergenerazionale sui trattamenti pensionistici di importo elevato, agli degli assegni più elevati ovvero quelli maggiori di dieci volte l'integrazione al trattamento minimo dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. In particolare, si discute sulla proposta del ricalcolo secondo il sistema contributivo. Alla fine dei conti, però, gli assegni non potranno essere più bassi di dieci volte il trattamento minimo dell'Inps.

E poi naturalmente c'è la proposta dello stesso presidente del Comitato ristretto pensioni a Montecitorio con cui concedere l'apertura delle porte della pensione con qualche anno di anticipo rispetto ai requisiti adesso in vigore con un disincentivo del 2% per ogni anno di congedo prima di quanto ora previsto. L'ipotesi è tornata d'attualità in seguito alle nuove stime sulle spese elaborate dallo stesso Istituto nazionale della previdenza sociale. In particolare, l'impegno economico per lo Stato, nel caso di ritiro anche a 63 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contribuzione con una penalizzazione del 9%, pari al 3% per ogni anni di ritiro in anticipo, sarebbe di 1,5 miliardi di euro dal 2017, 2,5 miliardi di euro dal 2018 e 3 miliardi di euro dal 2019, ma solo se il 70% degli interessati accettassero questa soluzione.