E-mail personali limitate e bloccate in ufficio: inizia Comune di Torino. Sarą esteso?

Il Comune di Torino sta redigendo un nuovo regolamento interno per vietare l'uso della posta elettronica per comunicazioni non legate all'ambito lavorativo.

Redazione 

La guerra ai dipendenti fannulloni è iniziata da qualche mese, sollecitata e messa in pratica soprattutto dal ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione Renato Brunetta.

A metà novembre avevamo scritto della decisione assunta da Poste Italiane di bloccare ai dipendenti l’accesso a Facebook, il noto sito di social networking che sta spopolando anche in Italia, e di trattenere sui server anche tutte le notifiche via email che il portale invia agli utenti per aggiornarli sul proprio profilo e su quello degli amici.

Ora arriva una proposta simile dal Comune di Torino, che sta redigendo un nuovo regolamento interno, in attesa di essere firmato dal direttore generale Cesare Vaciago e, quindi, di diventare operativo a tutti gli effetti. Sono 12 mila i dipendenti dell’amministrazione comunale del capoluogo piemontese che presto si vedranno vietare l’utilizzo della posta elettronica per comunicazioni che nulla hanno a che fare con le mansioni da svolgere e che già non possono accedere a Facebook e al sito di Dagospia durante l’orario di lavoro, ma solo nella pausa pranzo.

Beppe Borgogno, assessore alle Risorse Umane, ha spiegato che di tratta di una decisione nata per limitare la perdita di tempo in ufficio e anche per ridurre i rischi di infezione da parte di virus. Sotto accusa soprattutto le catene di email che vengono girate tra i dipendenti, dove ci sono presentazioni da visualizzare che spesso nascondono virus e bachi.

Borgogno ha anche tenuto a precisare che la privacy dei dipendenti non sarà in alcun modo violata, perché il controllo dell’utilizzo della posta elettronica sarà compiuto dal server centrale, che si limiterà a registrare un eventuale uso massivo di messaggi che non hanno a che fare con il lavoro. Solo in presenza di questo uso massivo potranno scattare provvedimenti.

All’interno del nuovo regolamento interno ci sarà anche una lista di quei siti web che potranno essere visitati soltanto durante quella che già è stata definita l’ora d’aria telematica. Borgogno ha spiegato che il Comune di Torino sta mettendo a punto un sistema Web-Sense capace di chiudere l’accesso ai siti in questione al termine della pausa pranzo.

Autore: Pierluigi Emmulo

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