Ecat Rossi: relazione su fusione fredda con nuovi dati e anche foto
In attesa di una relazione dettagliata sul funzionamento della macchina per la fusione fredda, l’ingegnere Andrea Rossi promette di far vedere nuove foto.
Ora le foto. In attesa di ulteriori dati sul funzionamento dell’E-Cat, la macchina per la fusione fredda ideata dall’ingegnere Andrea Rossi, ecco che potrebbero spuntare inedite immagini a testimonianza dei progressi effettuati nello sviluppo delle tecnologia. A prometterle, ma senza indicare una precisa data di pubblicazione e né i contenuti delle istantanee, è lo stesso Rossi in risposta alle sollecitazioni di un lettore sul forum del Journal of Nuclear Physics. Indiscrezioni riferiscono si possa trattare di immagini riferite ai test in cui sarebbe stata raggiunto, in maniera stabile e sicura, il tetto dei 600 gradi.
La temperatura elevata sarebbe stata mantenuta in maniera stabile assicurando la produzione di energia elettrica. In realtà, un piccolo dettaglio viene svelato in quelle poche parole: "Le foto verranno pubblicate insieme alla relazione". Sembra quindi che anche l’annunciato fascicolo sul catalizzatore contenente altri e convincenti dati, possa essere presto dato in mano alla comunità scientifica. Del resto l’ingegnere italiano lo aveva già spiegato poche settimane fa. In questo momento, le attenzioni sono concentrate a fornire le prove sul funzionamento della macchina: "Continueremo i test per almeno un altro mese, oltre il quale intendiamo pubblicare una relazione. In questo preciso momento sto testando, e funziona, funziona".
Si ricorda che nella realizzazione di una macchina per la fusione fredda sono impegnati diversi player. Fra i più agguerriti cioè la società greca Defkalion. Rispetto a quanto finora svelato da Rossi, gli ellenici hanno rivelato di avere già iniziato la produzione di quella che hanno chiamato Hyperion. A essere messi in moto sono stati gli stabilimenti industriali della zona di Xanthi. Non solo, ma non viene escluso il possibile lancio sul mercato già entro la fine di quest’anno. Della partita dovrebbe far parte anche la National Instrument che, per bocca di Stefano Concezzi, a capo della divisione che si occupa del mercato della Ricerca e della Big Physics, ha pubblicamente annunciato l'interesse per la fusione fredda. L'occasione è stata fornita da un convegno organizzato lo scorso 2 luglio a Roma presso la sala della Mercede della Camera dei Deputati.
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C'è da aspettare un mese . Aspettiamo! Abbiamo aspettato tanto !
Poi speriamo che sia veramente chiarita questa "telenovela scientifica"