E3 2012: nessuna nuova Xbox 720 o PlayStation 4 ma Wii U. Novità e tendenze
L’edizione 2012 di Electronic Entertainment Expo ha deluso esperti e appassionati di videogiochi. Poche tracce di novità hardware e giochi privi di originalità.
Cala il sipario aperto sugli spazi del Los Angeles Convention Center, teatro dell’edizione 2012 di E3 (Electronic Entertainment Expo). La sensazione generale è che E3 2012 abbia deluso esperti e appassionati dell’universo gaming. Microsoft non ha portato a Los Angeles Xbox 720, nome in codice Durango. Assente anche PlayStation 4 di Sony, nome in codice Orbis. L’unica “novità” hardware di E3 2012 è rappresentata da Nintendo Wii U. Una console evolutiva e non rivoluzionaria, secondo Dan Ackerman di CNET, nonostante Nintendo abbia esaltato le potenzialità del controller Wii U GamePad. Per Matteo Bittanti, tra i maggiori esperti internazionali di gaming, E3 2012 ha fatto da specchio alla crisi creativa ed economica del videogioco.
Sempre meno giochi, sempre meno coraggio, scrive Mr. Bit. «Si sono viste le solite cose: testosterone a valanga, omicidi, violenza e distruzione». E ancora: «L’infantilismo, il sessismo e l’immaturità del mercato videoludico hanno raggiunto livelli di puro parossismo». Evidenzia Bittanti che su dieci “nuovi” giochi presentati alla E3 2012, otto sono un sequel, un remake, un prequel o una versione rimasterizzata di titoli pubblicati in precedenza. Analisi condivisa da Ackerman, che salva però i titoli Beyond: Two Souls, The Last of Us, Zombi U, e Watch Dogs. Caratterizzati, sostiene l’esperto statunitense, da una certa dose di idee originali. In ogni caso, aggiunge Ackerman, il business di settore è ancora trainato dai titoli blockbuster, che sono proprio quelli afflitti dalla pressoché assoluta mancanza di originalità.
Poche idee nello sviluppo di nuovi dimensioni di gioco, dunque. Ed è forse (anche) per questo motivo che Microsoft, Sony e Nintendo stanno ampliando l’orizzonte della destinazione d’uso delle console. Non più solo strumenti hardware per la fruizione di videogiochi, ma dispositivi per l’intrattenimento multimediale, da connettere, magari, ad altri device. Ecco quindi Xbox SmartGlass di Microsoft, applicazione per Windows 8, Windows Phone, Google Android ed Apple iOS. I dispositivi equipaggiati con i sistemi operativi di cui sopra possono connettersi alla console Xbox 360 attraverso la app SmartGlass. Per fare cosa? Per far sì che un tablet o uno smartphone possano sapere cosa l’utente sta guardando in TV, e quindi offrire contenuti extra, risponde Microsoft. Oppure per organizzare una sessione di gioco tramite tablet e giocarla poi su TV. Oppure, ancora, per controllare i siti web preferiti sullo schermo del televisore tramite il display touch di un tablet. Su Xbox 360 arriverà anche Internet Explorer, infatti. Un’overdose di schermi, scrive Bittanti. «I giochi sono sempre quelli, ma se li spalmiamo su una moltitudine di finestre – la televisione, il tablet, lo smartphone, il display della console portatile etc. – magari i giocatori non se ne accorgono». Si aggiungano ai soliti giochi alcuni contenuti televisivi e multimediali a corredo, ed ecco che l’effetto novità può realizzarsi, pur in assenza di novità sostanziali. Sony punta sulla realtà aumentata, per esempio, con Wonderbook: Il Libro degli Incantesimi, realizzato da SCE London Studio in collaborazione con J.K. Rowling, autrice della saga Harry Potter. Sostiene Sony che Wonderbook su PlayStation 3 «trasformerà il mondo che ti circonda grazie a funzionalità di lettura all’avanguardia e al gioco basato su realtà aumentata».
E3 2012 ha lasciato intuire un’altra declinazione futura del mercato del gaming destinata a prendere piede: la fruizione di titoli di gioco e contenuti multimediali su piattaforme di cloud computing. Lo streaming videoludico, per usare le parole di Mr. Bit. Samsung ha siglato un accorco con Gaikai per portare il servizio di streaming a bordo degli Smart TV 2012. Obiettivo analogo è stato annunciato alcune settimane fa da LG, che ha stretto una parternship con OnLive. È possibile, sostengono alcuni esperti, che il cloud gaming assuma un ruolo centrale su ogni tipo di dispositivo atto a essere impiegato come console di gioco. E che le console tradizionali diventino prodotti di nicchia, conclude Bittanti.
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