E-cat Rossi: aumentano i costi della fusione fredda

Rossi al lavoro sull'E-Cat

Il prezzo della macchina per la fusione fredda sarebbe pił alto del previsto a causa dei costi di manutenzioni maggiorati per la necessaria sostituzione della cartuccia da parte di tecnici specializzati.

Marcello Tansini 

Chissà se fra le 600.000 persone che, secondo l’ingegnere Andrea Rossi, avrebbero prenotato l’E-Cat, c'è qualcuno a conoscenza dei continui costi di manutenzione da aggiungere a quelli per l’acquisito. Stando a notizie e indiscrezioni che stanno circolando in questi ultimi giorni, sembra che il costo della macchina per la fusione fredda sia destinato a lievitare a causa delle spese di sostituzione della cartuccia. Si tratterebbe di una indispensabile operazione da effettuare almeno due volte all’anno da tecnici specializzati di una società certificata. Inizialmente stimato dallo stesso inventore fra 500 e 900 dollari, il prezzo per portarsi a casa il catalizzatore da salotto dovrebbe essere dunque sensibilmente superiore.

E si tratterebbe di operazioni inevitabili poiché a essere in gioco sono questioni legate alla sicurezza e alla salute. Per Rossi, dunque, non ci sarebbero vie di uscita o possibilità di sottrarsi da queste incombenze. La questione è venuta alla luce in seguito a una intervista all’ingegnere italiano pubblica da Free Energy System. Più esattamente, un lettore ha sollevato la possibile problematica e Rossi ha riconosciuto l’esistenza di questa situazione. Si legge infatti sul portale che si occupa di energia: "Ha ragione. L’ho detto prima (di conoscere) il processo di autorizzazione: il certificatore richiede che il rifornimento venga effettuato da un operatore certificato". Quali saranno conseguenze da un punto di vista commerciale?

In attesa di poter avere (eventuali) risposte, la produzione dell’E-Cat proseguirebbe a pieno ritmo. E non solo negli Stati Uniti. Rossi ha infatti rivelato di aver messo in moto impianti sia in Svezia che nella sua Italia. A Ferrara, per l’esattezza, avrebbe individuato il posto giusto per assecondare le sue esigenze. In contemporanea si resta in attesa di quelle inedite immagini, forse riferite ai test in cui sarebbe stata raggiunto, in maniera stabile e sicura, la temperatura dei 600 gradi, che l’ingegnere ha promesso di rendere pubbliche. Sul forum del Journal of Nuclear Physics, dove è presente l’assicurazione, non è però stata indicata la data del rilascio delle foto. Su quelle pagine web, infine, era stata segnalata anche la possibile diffusione di una relazione dettagliata sul funzionamento della macchina.

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Ci sono 2 commenti
Anonimo
Niente di nuovo sotto il sole, è già successo con le caldaie a metano, tutti cercano la loro briciola
di torta, poi arriveranno le accise, le tasse regionali, provinciali, comunali, parrocchiali e chi più ne ha più ne metta. Tutto era già previsto, speriamo almeno di non avere più il patema d'animo degli
Ucraini che chiudono il gasdotto o altri furbacchioni sempre pronti a lucrare. Quanto costerà il nichel? Se avete ancora le vecchie monete fatene tesoro, non si sa mai.