E-cat: novità fusione fredda italiana. Test Hyperion Defkalion e al Mit
Sembra iniziata una corsa contro il tempo per la commercializzazione del catalizzatore energetico “da comodino” per produrre energia pulita con la fusione fredda.
È una storia tutta da scrivere quella dell’E-Cat, la macchina della fusione fredda. Il catalizzatore energetico da salotto per produrre energia pulita è sempre stato associato alla coppia formata da Andrea Rossi e Sergio Focardi. Il primo è un ingegnere, il secondo è un fisico. Insieme giurano di aver realizzato “la più grande scoperta scientifica di tutta la storia dell’umanità”. La comunità scientifica sembra divisa, ma la concorrenza non manca. I greci di Defkalion, ad esempio, sono febbrilmente al lavoro per lo sviluppo di Hyperion, reattore a fusione fredda. È la stessa azienda a comunicare le trattative con 7 laboratori.
Sul forum del sito ufficiale si legge come abbiano ricevuto “centinaia di richieste da ricercatori in giro per il mondo. Ovviamente non possiamo rispondere a tutte queste richieste di ricercatori individuali nello spazio di due mesi. Il processo di determinazione delle date dei test e dei protocolli di ognuno degli strumenti di prova dei centri di ricerca richiede molta collaborazione e comprensione (e probabilmente più tempo di quanto pensavamo, a causa della loro burocrazia interna)”. Da segnalae che Defkalion è un’ex socia di Rossi.
Della vicenda sembra interessato anche il MIT (Massachusetts Institute of Tecnhology). L’esperimento del reattore a fusione fredda della JET Energy avrebbe portato alla decuplicazione dell’energia immessa nel circuito per attivare la presunta reazione nucleare. La chiave di volta sarebbe stata una tecnologia denominata LANR.
Di Rossi riferiscono che non si sia scomposto molto e che continui a mostrare sicurezza sui suoi mezzi e le sue risorse. Si dice convinto che il suo E-Cat possa arrivare sul mercato reale prima di tutti gli altri concorrenti e a un prezzo da scoraggiare la concorrenza. Il Journal Of Nuclear Physics riferisce le sue parole: “Sto lavorando 16 ore al giorno, ma con qualche eccezione. Ad esempio ieri ho lavorato 26 ore di fila (11 delle quali in aeroplano). Stakanov era un dilettante”. E poi ci sono gli scienziati dell’Enea che lanciano messaggi indiretti all’ingegnere: “Esiste un principio basilare ed irrinunciabile della ricerca scientifica: qualsiasi esperimento per essere riconosciuto ed accettato deve essere riproducibile”.
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