Download file segreti guerra in Afghanistan libero per tutti
Nuovo colpo di WikiLeaks. In Rete oltre 90.000 file riservati relativi al conflitto afghano. E se in Italia si punta al bavaglio, in Islanda si difende il diritto alla libera comunicazione.
L’ultimo colpo messo a segno da WikiLeaks conferma quanto anacronistici appaiono i tentativi della classe politica italiana di mettere il bavaglio alla Rete. Il sito Internet che si occupa di rendere disponibile materiale riservato di carattere governativo o aziendale – garantendo l’anonimato delle fonti – ha fornito al New York Times, al Guardian e allo Spiegel un’ingente quantità di documenti militari statunitensi che sarebbero dovuti rimanere segreti, relativi alla guerra in Afghanistan.
E dai materiali resi disponibili da WikiLeaks – oltre 92.000 file scaricabili gratuitamente da chiunque – sono nati gli articoli pubblicati dai quotidiani statunitense, inglese e tedesco. Gli articoli – si legge in un fondo del NYT – sono basati su migliaia di verbali militari e rapporti dell’intelligence USA, verbali di combattimenti, inchieste, informative riservate sulle attività del nemico e su altri eventi della guerra in Afghanistan. Si tratta di rapporti usati dai funzionari del Pentagono e dalle truppe sul campo per la preparazione dei piani operativi e delle riunioni sulla situazione nelle zone di guerra. Nel loro complesso – prosegue l’editoriale – questi documenti offrono una storia in tempo reale della guerra raccontata da un punto di vista privilegiato: quello dei soldati e degli ufficiali impegnati nei combattimenti e nella ricostruzione.
Materiale che scotta. Si parla dell’uccisione – mai documentata prima – di centinaia di civili per mano dalle forze della coalizione, di un’unità segreta incaricata di uccidere o catturare qualsiasi leader talebano e degli insorti anche senza processo, della collaborazione tra i servizi segreti pakistani e i taliban.
E a proposito di segreti militari, giudiziari, societari e di Stato, il governo islandese ha approvato una proposta di legge della deputata anarchica Birgitta Jonsdottir, che prevede che, nel caso in cui documenti riservati venissero sottratti per un interesse pubblico e inseriti sul web da un server con base in Islanda, la giustizia di Reykjavik non potrà impedirne la divulgazione né consentire ai tribunali esteri di comminare condanne in base a leggi che divergono dalle norme islandesi.
Autore: Andrea Galassi
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