Dopo Zopa anche Boober viene bloccato. Crisi del social lending?

La Banca d'Italia sta svolgendo dei controlli sulla piattaforma di social lending Boober, che fino al 7 agosto sospenderą le nuove registrazioni.

Redazione 

Forse è presto per parlare di una vera e propria crisi del social lending in Italia, ma i segnali che si stanno susseguendo nelle ultime settimane indicano di certo una situazione a rischio.

Il 10 luglio scorso, la Banca d’Italia ha cancellato Zopa dall’elenco degli intermediari finanziari, in quanto l’azienda non si sarebbe limitata a operare come società d’intermediazione di pagamenti, ma avrebbe fatto raccolta del risparmio, a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito. Zopa ha presentato ricorso al TAR e attende di conoscere gli esiti del procedimento.

A distanza di qualche settimana, la Banca d’Italia è intervenuta anche su Boober, altro operatore di social lending. A differenza di Zopa, Boober non è accusata di essere venuta meno alla sua funzione di intermediazione. I problemi riguardano, infatti, Centax, una società di Bergamo specializzata nell’attività di verifica della solvibilità degli assegni, stralciata anch’essa dall’elenco degli intermediari finanziari, proprietaria di Boober. Bankitalia ritiene che Centax presti fideiussioni a garanzia degli assegni e che per questo motivo dovrebbe avere un patrimonio più elevato di quello presentato.

Il provvedimento di Bankitalia, quindi, non ha nulla a che vedere con l’attività di peer-to-peer lending di Boober. Tuttavia, al fine di consentire a Centax di approfondire tutti gli aspetti del provvedimento e di prendere eventuali iniziative, fino al 7 agosto Boober sospenderà le nuove registrazioni alla piattaforma. Tutti gli utenti le cui iscrizioni sono state perfezionate entro il 27 luglio 2009, invece, potranno continuare a operare pienamente, richiedendo ed erogando prestiti.

Autore: Pierluigi Emmulo

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