Donne nell'informatica e su Internet diminuiscono sempre di pił nelle aziende. Per quali motivi?
Il New York Times riporta una ricerca della National Science Foundation insieme alla Computing Research Association sull'entitą della presenza femminile all'interno dei dipartimenti di ingegneria e di informatica.
La National Science Foundation e la Computing Research Association hanno condotto una serie di indagini per conoscere l’entità della presenza femminile all’interno dei dipartimenti di ingegneria e di informatica. I risultati di questi report sono stati ripresi in un’analisi del New York Times.
I dati non sono incoraggianti: il numero di donne impiegate nei settori dell’informatica e dell’ingegneria, negli Stati Uniti, appare in diminuzione rispetto alle percentuali registrate negli anni passati.
Nel 2001, per esempio, le donne laureate che lavoravano all’interno dei dipartimenti di settore raggiungevano una percentuale del 28%, mentre nel 2008 i dati parlano di una quota del 21-22%. Anche nelle università che organizzano corsi di laurea e di dottorato in Computer Science la percentuale media delle donne iscritte nel’anno accademico 2006-2007 si è fermata al 12%, mentre cinque anni prima era del 19%. Addirittura in alcuni dipartimenti, su 100 persone troviamo solo 10 donne.
Insomma, a fronte di una diffusione sempre più massiccia di Internet e di nuove tecnologie, ci troviamo di fronte a una diminuzione della presenza femminile negli ambienti di lavoro informatici e a un calo di interesse delle donne verso le materie informatiche e ingegneristiche.
Il New York Times ha chiesto ad alcuni esperti di settore di spiegare le possibili ragioni di questo fenomeno. Secondo Jane Margolis, che ha scritto un libro dedicato alla presenza femminile nel settore del computing, le donne che scelgono di studiare e lavorare in ambito informatico provengono per la maggior parte da una famiglia che conta membri già impegnati nel settore. Questo potrebbe spiegare il numero relativamente esiguo delle donne nei dipartimenti informatici e nei corsi universitari di settore.
Justine Cassel, direttrice del Centro di ricerca su Tecnologia e Comportamento Sociale della Northwestern University, punta invece l’attenzione sugli stereotipi che riguardano il mondo dell’informatica: coloro che lavorano nella Computer Science sono perlopiù etichettati come nerd e le donne non amano questo tipo di percezione comune.
Jane Cuny, che lavora per la National Science Foundation, sottolinea anche lo scarso appeal suscitato dal lavoro nel settore computing: molte persone pensano che si tratti solo di programmazione e di un lavoro che somiglia alle famose strisce di Dilbert, che raccontano con ironia la vita di impiegati costretti a lavorare nei loro cubicoli. Secondo Cuny, invece, dovrebbe farsi largo una concezione più ampia del lavoro informatico, che dovrebbe essere pensato per quello che effettivamente è: un lavoro che consente di rivoluzionare la vita delle persone attraverso lo sviluppo e l’implementazione di nuove tecnologie.
Autore: Arianna Bernardini
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