Dipendenza da Internet nuova malattia mentale per l'organizzazione mondiale psicologi. I sintomi.

L'American Journal of Psychiatry ha definito le caratteristiche di un nuovo disturbo mentale: la dipendenza da Internet.

Redazione 

Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder, noto tra i professionisti della psicologia come DSM, è la raccolta di tutti i disturbi mentali accertati e definiti in modo preciso e inequivocabile. È imminente la pubblicazione della quinta edizione del DSM (il cosiddetto DSM V) che potrebbe contenere anche una nuova sindrome: la dipendenza da Internet.

Si tratta di una forma di nevrosi di tipo compulsivo-impulsivo. La proposta di inserimento nel DSM proviene dalle pagine dell’American Journal of Psychiatry, dove Jerald J. Block ha firmato un articolo in cui definisce le caratteristiche della patologia.

Sostanzialmente è il desiderio irrefrenabile di stare davanti a un PC e svolgere attività connesse alla rete. Il soggetto costretto a fare a meno di Internet diventa irritabile, nervoso e agitato e può facilmente cadere in forme di depressione: una vera e propria sindrome da astinenza. L’assuefazione a Internet si manifesta nella forma di una progressiva permanenza davanti al PC sempre più lunga e ininterrotta e nella ricerca di dispositivi hardware e software sempre più potenti e innovativi.

Le basi statistiche utili alla definizione della malattia provengono dalla Corea, il paese attualmente più connesso a Internet del mondo. Qui si sono verificati casi estremi in cui dei soggetti sono addirittura deceduti per infarto derivato da eccessiva permanenza davanti al computer. A causa di un videogioco è stato perfino commesso un omicidio.

Solitamente chi presenta i sintomi di una “Internet addiction” ha anche numerose altre forme di dipendenza. La dipendenza da Internet infatti deriva da uno stato mentale in cui il rapporto con la realtà tende a essere basato su una ossessività che tende a esagerare i confini e i gradi di libertà connessi a ogni aspetto della relazione con il mondo.

Autore: Pierluigi Emmulo

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