Denunciato Corriere della Sera e Magdi Allam per avere diffuso un testo di una e-mail privata
La vicenda sta facendo molto scalpore in rete e inizia ad apparire anche su alcune testate giornalistiche tradizionali
La vicenda sta facendo molto scalpore in rete e inizia ad apparire anche su alcune testate giornalistiche tradizionali.
Stiamo parlando della vicenda che coinvolge Magdi Allam, vice direttore del Corriere della Sera e apprezzato giornalista, e una blogger Lia che si è vista pubblicare una sua e-mail privata senza alcun preavviso e senza alcun consenso in un articolo scritto dallo stesso Magdi Allam sul Corriere della Sera.
Nell'articolo Magdi Allam racconta di una situazione particolarmente complessa e delicata che vede come protagonista la blogger (Lia, curatrice del blog Haramlik, professoressa di Letteratura) e il suo ex-marito Hamza Roberto Piccardo segretario nazionale dell’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) che viene accusato dalla ex-moglie di comportamenti scorretti, non ultimo quella di averla lasciata tramite un sms.
Magdi Allam sembra aver scritto l'articolo per denunciare ancora una volta un "certo" Islam lontano dai reali canoni religiosi e per difendere la figura della donna, tanto è vero che il suo articolo finisce così: "Non ci resta che sperare nelle donne che, al pari di Lia, ci costringano ad aprire gli occhi."
Ma, il vero problema è che gran parte del suo articolo è stato scritto pubblicando una mail privata senza alcun consenso: una mail delicata che non si capisce come è finita sulla sua scrivania, ma che non poteva, senza alcun dubbio, essere pubblicata senza l'approvazione di Lia. La blogger ha così denunciato il Corriere e il giornalista per diffamazione e violenza privata. La risposta ufficiale sia di Magdi Allam che del giornale per il quale scrive non è ancora arrivata.
A proposito della vicenda Marco Salvia sull'Unità scrive un commento particolarmente "pungente" ma che la maggior parte dei blogger sembra condividere:
" [...] tutto il pezzo di Allam si basa su una corrispondenza privata trafugata da confidenti della blogger che scrive da Genova e ceduta o venduta per meri interessi personali al vicedirettore del Corriere.
Il diritto di cronaca, quindi, qui c'entra davvero poco perché non ci si aspetta che il quotidiano nazionale più venduto basi le sue affermazioni su quello che sono poco più che sfoghi personali e valutazioni fatte molto a caldo, indirizzate poi, come chi segue il blog può testimoniare, molto più a trovare un terreno di confronto sulla questione dei diritti della donna islamica che ad ottenere risarcimenti personali salati come Allam trascrive dalla email di Lia.
Si parla di 20.000 euro ma non si dice che la somma è invece molto inferiore e che peraltro era stata richiesta la metà della somma come donazione da effettuare direttamente alla Caritas.[...]
L'articolo di Allam [...] si realizza del tutto con un tragico copia-incolla di una email privata e riservata che era stata spedita ai tre testimoni che svolgevano funzioni di intermediari come d'uso nell'islam [...] Uno di questi è quindi la "talpa" nel letto della coppia. Che bella storia! Troppo poco, quindi, per pensare che l'intervento del Corriere "serva" a fare opinione in modo profondo e sensato."
Abbiamo scritto dell'intera vicenda entrando anche in un contesto non nostro, ovvero quello religioso e del rapporto tra marito e moglie. Ma lo abbiamo fatto solo per cercare di ricostruire la delicata vicenda.
In questo contesto, dal punto di vista del nostro sito, quello che maggiormente desideriamo mettere in risalto è il presunto uso scorretto di una mail, di una corrispondenza privata che, se fosse appurato vero come è stato raccontato basandoci sulle fonti online trovate, sarebbe un gravissimo atto contro la privacy, probabilmente il primo di questa gravità avvenuto in Italia.
Link al blog di Lia:
http://www.ilcircolo.net/lia/
Link all'articolo di Magdi Allam:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/16/lia.shtml
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