Def 2014 Governo Renzi: prepensionamento, riforma pensioni, aumento busta paga, tagli spending, tasse. Tra conferme e smentite

Il governo Renzi è alle prese con la partita delle riforme e con la spending review. I prossimi 10 giorni saranno decisivi per la definizione di tutti i dettagli.

Def 2014 Governo Renzi: tagli
 

Le prossime due settimane saranno decisive per capire la portata delle riforme e dei tagli alla spesa pubblica proposta dal governo Renzi. Martedì, infatti, è il giorno del Documenti di economia e finanza. Il documento sarà oggetto del Consiglio dei ministri. Saranno così fissate le strategie di rilancio del paese in un'ottica triennale. Come spiegato dal premier ieri sera nel corso della trasmissione Otto e Mezzo sul La7, condotta da Lilli Gruber, "se non scriviamo nero su bianco gli obiettivi triennali della revisione della spesa Bruxelles non dirà mai sì al finanziamento degli sgravi con coperture diverse".

In parallelo, il 15 o il 16 aprile saranno definiti tutti i dettagli degli sgravi fiscali per 10 milioni di lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 1.500 euro netti al mese. E se vanno messi in conti tagli agli acquisti pubblici, ai contributi alle imprese e agli stipendi più alti dei dirigenti pubblici, non è ancora chiaro fino a che punto sarà accolto il piano per la spending review elaborato dal commissario straordinario Carlo Cottarelli. Sembra invece da escludere il finanziamento delle manovre con deroghe sul deficit. Al massimo possono essere chiesto modifiche sul percorso di rientro del debito secondo lo schema del fiscal compact.

Ma attenzione, ammonisce Renzi che smentisce un inasprimento della tassazione, "questa Europa qui sta allontanando le persone, vogliamo cambiarla. Non è un problema di sforare lo 0,1%. Dalla procedura di infrazione siamo usciti e non vogliamo rientrarci. Ci diamo tre mesi di tempo, mettiamo in fila le cose discusse da anni e le facciamo. A quel punto noi iniziamo una battaglia".

Fra le partite aperte c'è anche quella del prepensionamento dei dipendenti pubblici. La proposta è arrivata nei giorni scorsi dal ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, per favorire la cosiddetta staffetta generazionale.

Si tratta di una forma per far calare il tasso di disoccupazione giovanile e attenuare i disagi sociali provocati dall'introduzione dei rigidi requisiti della legge Fornero. Nonostante le resistenze all'interno della maggioranza di governo, si va ancora avanti. Resta da capire il rapporto fra pensionamenti e nuove assunzioni.

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