Decreto Romani approvato, senza obblighi per siti web e blog. Ma i dubbi rimangono.
La nuova formulazione del Decreto Romani sull'editoria on line sembra venire incontro alle richieste dei netizen. Ma per esserne certi si deve attendere il documento finale.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il cosiddetto Decreto Romani. In una nota del Ministero dello Sviluppo Economico, si legge che il provvedimento introduce regole comuni a tutti i servizi che diffondono immagini in movimento su qualunque piattaforma, norme europee che prevedono regole più flessibili in materia di pubblicità, disposizioni di rafforzamento della tutela dei minori.
Per quanto riguarda Internet, prosegue la nota, viene chiarito a quali servizi audiovisivi deve essere applicata la disciplina prevista dalla direttiva, con un elenco dettagliato delle attività escluse, tra cui i siti Internet tradizionali, come i blog, i motori di ricerca, le versioni elettroniche di quotidiani e riviste, i giochi on line. Il regime dell’autorizzazione generale per i servizi a richiesta (diversi dalla televisione tradizionale, con palinsesto predefinito) non comporta, spiega il comunicato, in alcun modo una valutazione preventiva sui contenuti diffusi, ma solo una necessità di mera individuazione del soggetto che la richiede con una semplice dichiarazione di inizio attività.
Da segnalare, inoltre, che il provvedimento approvato recepisce anche condizioni che rafforzano la tutela dei minori, soprattutto per quanto riguarda la pornografia, inequivocabilmente estesa a tutte le piattaforme di trasmissione.
In attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, non ancora pubblicati, c’è chi solleva preoccupazioni per l’assenza di informazioni relative alle piattaforme di distribuzione come YouTube. Si veda, per esempio, l’opinione di Vittorio Zambardino.
Autore: Pierluigi Emmulo
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