Ddl intercettazioni: obbligo rettifica per siti web e blog entro 48 ore altrimenti multe. È censura
Il disegno di legge sulle intercettazioni è stato riproposto dal governo con la cosidetta norma "ammazza blog". Basta una semplice mail di un soggetto che si reputa leso e il contenuto pubblicato online deve essere rettificato.
Il Ddl sulle intercettazioni è stato riproposto dal governo e potrebbe diventare legge in pochi giorni così com'è, senza nessuna possibilità di discussione o di emendamento se l'esecutivo decidesse di blindarlo con la fiducia.
L'argomento è molto delicato anche per l'Internet italiano, in quando nell'attuale disegno di legge è ancora presente la cosiddetta norma "ammazza blog", come nel precedente testo che era stato presentato lo scorso giugno. La norma prevede l'obbligo per cui un sito web (qualsiasi sito, non solo quelli registrati come testate giornalistiche) di rettificare articoli e notizie entro 48 ore dalla richiesta, presentata via email, di persone che si ritengono lese dal contenuto presente. Non vi è possibilità di contradditorio o di rivolgersi a una terza parte: bisogna modificare il pezzo scritto e pubblicato online o si rischia di pagare multe fino a 12.000 euro.
Di fatto, il contenuto del Ddl sulle Intercettazioni bloccherebbe la libertà di espressione del Web italiano, costringendo qualsiasi persona che scrive a cambiare i contenuti, con un rischio di censura elevatissimo e accentuato anche dalle possibili multe .
Inoltre, tutti i siti web sarebbero equiparati poiché non ci sarebbe più distinzione tra un giornale, che ovviamente prevede un'organizzazione (anche di natura legale) altamente strutturata, e siti web e blog personali che non possono contare su assetti simili, con tutte le conseguenze del caso. Si pensi, per esempio, se il proprietario di un sito personale o di un blog non si connette a Internet per due giorni e, al terzo giorno, si ritrova con una mail di un soggetto (apparentemente) leso al quale non si è potuta dare una risposta entro le 48 ore previste dal decreto legge: l'autore dell'articolo sarebbe già punibile con una sanzione, anche pecuniaria.
Una legge a dir poco "incredibile" se fosse approvata. E, così come è stata proposta attualmente, anche incostituzionale perché censurebbe qualsiasi libertà di opinione.
Sul Web iniziano a propagarsi le prime raccolte di firme e proteste, capeggiate anche questa volta da Antonio di Pietro che, insieme al suo partito dell'Italia dei Valori, si impegnerà a bloccare questo nuovo tentativo di impedire la libertà di Internet in Italia.
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