Crisi informatica e ICT in Italia non si sente per alcuni. Ma intanto Tiscali e Eutelia licenziano.
Eutelia e Tiscali licenziano e subiscono pesantemente la crisi. Di contro, il presidente dell'Unione Industriale di Torino Rinaldo Ocleppo afferma che il settore ICT in Piemonte gode di buona salute.
Il settore ICT dell’Unione Industriale di Torino gode di buona salute e nessuna delle circa 200 aziende che lo compongono ha chiesto la cassa integrazione o annunciato tagli di personale. Così si è espresso, in una recente conferenza stampa, il presidente dell’Unione Industriale di Torino Rinaldo Ocleppo.
Secondo Ocleppo, gli investimenti tecnologici, l’aggiornamento dei programmi, le spese di manutenzione e di implementazione dei sistemi, sono indispensabili per mantenere un’azienda competitiva ed efficiente. A questo motivo, si aggiunge il fatto che le aziende in questione sono molto dinamiche, flessibili, con elevate competenze professionali e con una grande attenzione alla ricerca e all’innovazione.
È ancora presto per dire se il quadro disegnato dall’Unione Industriale di Torino sia un segnale della tenuta complessiva del settore ICT in Italia o rappresenti solamente un’isola felice. Anche se altri segnali sembrano far propendere per questa seconda ipotesi. Nei primi giorni dell’anno, il consiglio di amministrazione di Eutelia, il quinto operatore di telecomunicazioni in Italia, ha deliberato la dismissione delle attività IT del gruppo e ha dato mandato all’AD di individuare possibili acquirenti che possano garantire il mantenimento dei servizi. Eutelia ha intenzione di concentrarsi sul comparto delle Telecomunicazioni. A rischio ci sono 2.000 posti di lavoro su un totale di 2.400 dipendenti. Otto mesi fa, Eutelia aveva presentato un piano industriale che puntava sulla convergenza tra il settore IT, che l’azienda aveva acquisito dalla multinazionale Getronics e dalla Bull, e quello delle TLC. Secondo i sindacati è inconcepibile che ora si decida di chiudere uno dei due rami e ipotizzano che dietro le acquisizioni vi siano state operazioni di speculazione finanziaria. Andrea Iorio, direttore generale di Eutelia, spiega invece che la dismissione del comparto IT è necessaria per il rilancio delle attività, alla luce delle perdite registrate nel 2008, e si augura che il personale possa essere ricollocato.
Mentre in Eutelia i lavoratori e i sindacati sono sul piede di guerra, arriva la conferma del taglio di 250 persone in Italia da parte di Tiscali, che l’azienda chiama «esodi volontari incentivati». A ciò si aggiunge un piano di ottimizzazione di costi e risorse. Dall’inizio dell’anno, le azioni del provider sardo hanno perso oltre la metà del proprio valore e i tagli e le ristrutturazioni annunciate stanno ulteriormente preoccupando gli operatori finanziari.
La situazione appare quindi complessa e piuttosto articolata. Se in Piemonte si respira un certo ottimismo, in altre aree del paese le notizie sono tutt’altro che confortanti. Senza dimenticare che i licenziamenti annunciati da colossi del calibro di Microsoft rischiano di avere ripercussioni anche in Italia.
Autore: Pierluigi Emmulo
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