Creare siti e-commerce e regole e leggi da rispettare: necessario un negozio fisico?

La Commissione Europea vuole armonizzare le direttive comunitarie sul commercio elettronico. Polemica sull'ipotesi di negozio fisico obbligatorio.

Redazione 

La Commissione Europea sta esaminando una serie di ipotesi di regolamentazione relativa al commercio elettronico in Europa. Una delle idee al vaglio di Bruxelles riguarda la possibilità di rendere obbligatorio il possesso di un negozio fisico per tutti coloro che operano sui circuiti di e-commerce.

L’esame delle diverse proposte rientra nel più ampio progetto di armonizzazione delle varie direttive comunitarie sui diritti dei consumatori e a tal fine sono state avviate consultazioni con i paesi membri della UE e con esperti di settore.

Contro l’ipotesi di rendere obbligatorio il possesso di un negozio fisico per i venditori virtuali sì è scagliato senza mezza termini Greg Greeley, vicepresidente della divisione Retail di Amazon Europe. Sulle pagine del Wall Street Journal, Greeley ha definito l’ipotesi come un tentativo di emarginare dalla Rete i venditori puramente virtuali, fra i quali c’è proprio Amazon. Le regole all’esame della UE, scrive Greeley, consentirebbero ai produttori di oggetti d’uso quotidiano di esigere dai loro venditori al dettaglio il possesso di un negozio tradizionale. Non solo: i produttori avrebbero la possibilità di esigere anche che quel negozio venda un certo quantitativo di prodotti, calcolato in volume o in valore.

La polemica ha trovato eco in Italia sul Corriere della Sera. Il pezzo firmato da Luigi Offeddu è stato ripreso anche da AICEL, Associazione Italia Commercio Elettronico, che raggruppa oltre 4.000 operatori del settore. Dalla lettura degli interventi sul forum di AICEL, appare chiara la contrarietà degli operatori italiani di e-commerce alla proposta di Bruxelles.

Autore: Pierluigi Emmulo

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