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Costo computer in base a quello per cui si usa con abbonamento come i cellulari. Brevetto Microsoft.

Microsoft ha brevettato il 'Pay As You Go Computing', ovvero l'idea di immettere sul mercato personal computer a consumo.

a cura della Redazione
 
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L’Ufficio Brevetti statunitense (USPTO) ha pubblicato un brevetto di Microsoft depositato nel 2007 relativo al cosiddetto «Pay As You Go Computing», ovvero all’idea di immettere sul mercato personal computer a consumo. In sostanza, l’utente non acquista il computer, ma paga determinate tariffe in base all’uso delle risorse hardware e software del PC e al tempo di utilizzo. È la stessa filosofia che ispira i moduli di abbonamento per i cellulari, soprattutto per quanto riguarda i pacchetti per accedere e navigare su Internet in mobilità.

Secondo quanto riporta CNET, l'azienda di Redmond prevede di proporre agli utenti diversi pacchetti: il pacchetto per la navigazione su Internet costa 80 centesimi di dollaro l’ora, quello che consente di utilizzare le applicazioni per la produttività in ufficio 1 dollaro ogni ora di uso, mentre il pacchetto destinato agli appassionati di videogiochi costa 1,25 dollari per ogni di ora di utilizzo.

Se l’utente si accorge di aver bisogno di ulteriori caratteristiche e software e se cambiano quindi le sue esigenze, può cambiare sia il PC sia l’abbonamento. Appare evidente, infatti, che le specifiche hardware cambiano in base ai programmi che l’utente sceglie di utilizzare.

Microsoft è convinta che questo tipo di soluzione possa consentire di utilizzare un personal computer a prezzi inferiori a quelli attuali, attirando nuovi utenti e venendo incontro anche alle esigenze di chi già possiede un PC. L’utente potrebbe anche risparmiare sui costi dei software proprietari, grazie appunto ai pacchetti a consumo.

Ma c’è un rovescio della medaglia già sottolineato da alcuni commentatori: Microsoft sarebbe sostanzialmente costretta a monitorare da remoto l’utilizzo di ogni singolo PC in abbonamento, che dovrebbe inviare a un server centrale i dati relativi al tipo di uso che si sta facendo dello stesso, con tutto ciò che ne deriva in termini di privacy.

Autore: Pierluigi Emmulo

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Categoria: Microsoft
Pubblicato il 04/01/2009
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