Corsi gratis informatica per imparare usare computer e Internet: il 54% non sa fare niente
In Italia, solo l’1,3% della popolazione ha una laurea in scienze informatiche. Bassi anche i livelli inerenti alle competenze individuali in materia di computing.
Nella Società dell’Informazione, disporre di una solida conoscenza dell’informatica è fondamentale. Lo impongono il crescente utilizzo di computer e software in ambito lavorativo (e non solo) e il ricorso sempre più massiccio alle risorse online veicolate attraverso Internet. Da tempo su queste pagine si insiste sulla necessità di avviare percorsi di alfabetizzazione informatica gratuiti, che garantiscano a ogni segmento della popolazione italiana la possibilità di poter accedere a un sapere da cui non si può prescindere. Ben vengano, dunque, la promozione di corsi di alfabetizzazione IT e l’incentivazione della didattica digitale nelle scuole, previste in seno alla Agenda digitale italiana prospettata dal Governo Monti. Soprattutto alla luce degli ultimi dati diffusi da Eurostat in merito al numero di laureati in Scienza dell’Informazione e alle competenze individuali in materia di computing e di computer.
Dati aggiornati al 2009, e impietosi per l’Italia. Solo l’1,3% della popolazione italiana ha una laurea in scienze informatiche, a fronte di una media europea del 3,4%. I Paesi UE dove si registrano le maggiore quote di laureati in scienze informatiche sono Malta e Austria, con il 5,6%, Spagna (5,1%), Cipro (4,7%) ed Estonia (4,4%).
Non va meglio sul fronte delle competenze individuali. Nella fascia d’età compresa tra i 16 e i 74 anni, poco più del 50% dei cittadini italiani è in grado di spostare o copiare un file. La percentuale sale all’85% nel segmento 16-24 anni. E ancora: tra i 16 e i 74 anni, solo il 35% della popolazione italiana dichiara di essere capace di eseguire operazioni di base con un foglio di calcolo, mentre tra i giovani la percentuale sale al 61%. Peggio ancora quando ci si trova di fronte a un software per la creazione di presentazioni: nella fascia di età 16-74 anni, solo il 23% della popolazione riesce a portare a termine l’operazione, mentre nella fascia 16-24 anni la percentuale sale al 50%. Pressoché nulle le capacità degli italiani in materia di programmazione: è in grado di scrivere un programma per computer il 9% della popolazione tra i 16 e i 74 anni e il 18% tra i 16 e i 24 anni.
Appare dunque evidente il ritardo culturale che affligge l’Italia in ambito IT. Cui si somma il digital divide infrastrutturale. Il Governo Monti ha di recente avviato una consultazione pubblica inerente alla Agenda digitale italiana. Webmasterpoint ha già elaborato una serie di proposte che si ritengono fondamentali per sviluppare una vera cultura digitale e una solida economia.
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