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Controllare messaggi chat e messenger. Di nascosto con software del Governo. Disponibile per tutti.

Il Governo sta per rendere disponibile un software per controllare da remoto le chat e controllare così le conversazioni via Internet che gli adolescenti intrattengono con i loro cyberfriend.

a cura della Redazione
 
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Un software per controllare da remoto le chat e controllare così le conversazioni via Internet che gli adolescenti intrattengono con i loro cyberfriend. È stato realizzato da un’equipe che ha unito l’Università di Tor Vergata, il CNR e l’Ecpat Italia e attualmente è compatibile con Windows Live Messanger.

L’obiettivo è quello di permettere ai genitori di sapere che tipo di relazioni i propri figli stringono mediante i messenger, senza però effettuare azioni di filtraggio. In sostanza si tratterebbe solo di una monitorizzazione delle conversazioni portate avanti, in modo da sapere se chi chatta si sta mettendo in qualche situazione sconveniente.

Sono tanti gli adolescenti che nel corso di un dialogo on line finiscono per immettere dati strettamente personali e magari utili a rendere rintracciabile la persona, per cui i genitori in questo modo possono essere in grado di sapere a che livello il minore si sta esponendo verso sconosciuti. Visto che il software consente anche di risalire a chi ha trasmesso messaggi, il controllo può essere estremamente efficace.

Naturalmente non sono poche le perplessità che questo sistema solleva. Innanzi tutto quelle relative alla privacy: il sistema può essere utilizzato anche da terzi che possono sfruttarlo per spiare conversazioni di estranei? Si può considerare legittimo questo tipo di intromissione degli adulti nella vita degli adolescenti, con l’effetto di intrufolarsi anche in ambiti che rappresentano legittimamente un universo privato e inviolabile della persona? Infine, dal momento che il software verrà distribuito inizialmente sul sito www.virtualparent.eu e poi anche su quelli del ministero della Comunicazione e della Commissione Infanzia, perché farlo pagare 20 euro agli utenti che lo volessero utilizzare?

Osservazioni degne di nota, ma non sottoscritte dal Moige (Movimento Italiano Genitori), che vede nell’applicazione uno strumento valido per contrastare gli adescamenti in rete da parte di malintenzionati di ogni tipo ai danni dei ragazzi.

Autore: Arianna Bernardini

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Categoria: Curiosità
Pubblicato il 20/11/2008
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