Consumo energia: cercare su google consuma un'ora di lampadina, un giornale come una lavatrice

Cercare qualcosa con Google richiede il medesimo dispendio necessario a una lampadina per restare accesa un'ora. Un alro esempio: scaricando dalla rete il proprio giornale preferito, consuma ogni giorno la stessa quantitą di energia elettrica di

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Uno studio pesentato al cebit di Hannover ha mostrato che un Avatar, un personaggio, un notro alter-ego in un modo virtuale comse Second Life consuma un analoga quanità di energia di una persona che vive in Brasile

Ovviamente si tratta di un paragone provocatorio, ma efficace nel mettere in luce l'enorme mole di energia che viene consumata ogni giorno dalle attività connesse alla rete. Tanto per fare un esempio, la quantità di diossine dannose prodotte per garantire elettricità a internet in tutto il mondo è paragonabile a quella generata dell'industria aeronautica. Senza contare i danni ambientali causati dalla fabbricazione dei personal computer e dagli eventuali processi di riciclo.

Ma il dato che impressiona di più è il tasso di crescita del consumo energetico. Secondo uno studio commissionato dalla casa produttrice di microprocessori AMD alla Stanford University, dal 2000 al 2004 l'industria informatica ha raddoppiato l'uso di elettricità. «Da qui al 2010 – secondo Gerhard Fettweis dell'università di Dresda – può succedere di tutto.

Se non si prenderanno provvedimenti, il consumo potrebbe continuare a moltiplicarsi». Ma le previsioni di Fettweis si spingono oltre, fino a ipotizzare che «tra un quarto di secolo, internet assorbirà una quantità di elettricità maggiore di quella usata oggi dall'intera umanità.

Lo scenario è inquietante, ma se anche limitiamo lo sguardo al presente la situazione non migliora di molto: Sigfried Behrendt, ricercatore dell'IZT Institute di Berlino, ipotizza che scaricando dalla rete il suo giornale preferito, consuma ogni giorno la stessa quantità di energia elettrica di una lavatrice a pieno regime.

Un altro esempio? Cercare qualcosa con Google richiede il medesimo dispendio necessario a una lampadina per restare accesa un'ora. A questo punto non sembra poi così paradossale che un personaggio di Second Life, il noto mondo virtuale, consumi la stessa quantità di energia di un cittadino del Brasile, che ancora lotta contro le (reali) condizioni di povertà dei paesi emergenti. Per una volta le risorse sembrano divise equamente, se non fosse che uno dei due soggetti è fatto di pixel.

Come fare allora per invertire la tendenza? Alcune proposte arrivano dallo stesso CeBIT, e in particolare dagli stand di IBM, che alla convention tedesca ha illustrato alcuni progetti testi a ridurre il consumo energetico dei suoi server (gli stessi che servono per far funzionare proprio Second Life). In particolare l'idea sarebbe quella di immagazzinare l'enorme quantità di calore prodotta dal funzionamento delle macchine e dei processori e utilizzarla come fonte di energia alternativa per gli apparecchi di aria condizionata.

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