Concorsi pubblici decreto semplificazioni: laurea e titoli valgono meno. Boom commenti online

Concorsi pubblici, laurea vale meno. Commenti Twitter

Gli italiani stanno commentando le norme contenute nel decreto per le semplificazioni del governo Monti, soprattutto la perdita di valore della laurea nei concorsi pubblici.

Roberto Laghi 

Il decreto legge sulle semplificazioni introduce molti cambiamenti su diversi aspetti legati alla scuola, all'università e alla ricerca scientifica, in nome della qualificazione e della competitività. Il decreto sarà varato oggi dal Consiglio dei ministri. Ma, come per altre azioni portate avanti dal governo Monti, si registrano anche molte reazioni negative, in particolare su alcuni aspetti.

La novità più contestata la perdita di peso della laurea nei concorsi pubblici, anche se non ne verrà abolito il valore legale. Anche il voto conseguito al termine del ciclo di studi universitari non avrà più valore.

I commenti sulla Rete non si sono fatti attendere: basta fare una ricerca su Twitter con le parole chiave “concorsi pubblici” oppure seguire gli hashtag #laurea e #università per farsi un'idea di come parte degli italiani sta reagendo a queste novità legislative.

C'è chi si lamenta che in un paese in cui la raccomandazione e la corruzione sono all'ordine del giorno, la perdita di valore di titoli possa avere conseguenze decisamente negative in tutte le selezioni pubbliche, che potrebbero vedere premiati non i curriculum migliori ma amicizie e legami politici.

C'è chi si chiede se con le nuove regole verranno premiate le eccellenze (non che oggi avvenga in tutti i casi, peraltro) e c'è anche chi sostiene che dare più importanza all'ateneo di provenienza che al voto di laurea è una pura follia. Ma sono anche tantissimi gli utenti che guardano con curiosità al cambiamento, non schierati a priori pro o contro: la domanda più diffusa in queste ore è come cambieranno le cose e se le novità potranno portare effettivamente miglioramenti rispetto alla situazione attuale.

Queste novità si sommano alle altre contenute nel decreto, che fa di Internet e delle comunicazioni digitali la frontiera per la semplificazione e il miglioramento dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione: comunicazioni telematiche tra gli enti, tempi ridotti e procedure semplificate per i cittadini (dal rinnovo della patente all'iscrizione all'università) e l'introduzione della carta d'identità elettronica. Si parla anche dell'abolizione dei sussidi per le università telematiche. Dopo gli interventi in tema di liberalizzazioni, dunque, è arrivato il turno della semplificazione amministrativa.

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Ci sono 2 commenti
Anonimo
Concordo in pieno. Si vogliono mettere tutti, bravi e meno bravi, in un unico calderone, così sarà più semplice raccomandare il mediocre o far lavorare i figli dei più ricchi che possono frequentare le università più prestigiose. E' una vergogna! La casta esce allo scoperto con evidenza scandalosa per riprodurre se stessa attraverso la cooptazione di giovani leve. Alla faccia del governo tecnico che doveva essere...

Anonimo
monti non si deve spingere troppo fino ad arrivare a mortificare quei poveri laureandi o neolaureati che tanto hanno faticato. è avvilente pensare che si possa togliere valore legale alle lauree, ma a chi giova? vorrei proprio vedere cosa ne pensano i suoi poveri studenti. non tutti hanno le spalle coperte per trovare lavoro, e se si toglie valore anche alla buona volontà di studiare stiamo toccando il fondo.
prego il governo di lasciare in pace gli studenti ha già fatto tanti danni la gelmini.