Un computer super potente da usare in remoto: il servizio è italiano e aperto a tutti

Il progetto Powua è un supercomputer realizzato in Italia che è stato messo a disposizione degli utenti via Internet.

Redazione 
Mettere insieme un cluster di 128 computer che complessivamente condividono 256 processori, 512 core e 30 terabyte di archivio digitale: è il progetto Powua. Si tratta di un supercomputer realizzato in Italia che è stato messo a disposizione degli utenti via Internet.

I destinatari a cui è rivolto sono gruppi di studio, aziende e istituzioni che stanno conducendo delle ricerche per le quali è richiesta una capacità di calcolo eccezionale. Mediante un’interfaccia di tipo Java multipiattaforma e una buona connessione Internet a banda quanto più larga possibile si possono assegnare compiti disparati al cervellone elettronico.

Tra le attività di elaborazione che Powua è particolarmente adatto a sviluppare ci sono il rendering grafico, la gestione di grosse quantità di dati multimediali da processare, il calcolo scientifico su grosse moli di dati complessi.

Per utilizzarne le funzionalità l’utente può fruire di 3 giga di memoria di massa che può impiegare per presentare i propri dati da elaborare, per manipolarli opportunamente o semplicemente per archiviarli.

I vantaggi del servizio sono innanzi tutto nel risparmio dei costi: realizzare un computer di questa potenza è davvero un investimento che scoraggerebbe la quasi totalità delle aziende o degli istituti di ricerca. Poi la velocità: rispetto a una workstation tradizionale questo computer è in grado di effettuare calcoli a una velocità quasi dieci volta più alta.

Attualmente Powua sta attraversando la fase beta ed è aperto a tutti. Quando saranno stati perfezionati tutti i livelli di configurazione il sistema sarà a pagamento, benché il 10% del tempo di calcolo della macchina verrà dedicato a titolo gratuito a quei progetti meritevoli di supporto che si distinguono per innovatività, impiego ottimale degli strumenti del free software o per il contributo sociale che riescono a dare. Il 10% degli utili di Powua verrà devoluto alle associazioni dedite allo sviluppo di software open source.

Autore: Pierluigi Emmulo

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