La Cina risponde a Google ufficialmente: filtri necessari per guidare il popolo. Cosa accadrà?
La risposta del governo cinese alla decisione di Google di eliminare i filtri alle informazioni adottati nella versione cinese del suo motore di ricerca.
Prosegue il braccio di ferro tra Google e il governo cinese. Ieri Google ha deciso l’eliminazione dei filtri alle informazioni adottati nella versione cinese del suo motore di ricerca a causa dei numerosi attacchi subiti da dissidenti cinesi, europei e statunitensi che utilizzano Gmail. Una decisione storica, che potrebbe tra portare al ritiro di BigG dal mercato cinese.
Non si è fatta attendere molto la risposta del governo cinese guidato da Wen Jiabao. La portavoce governativa Jang Yu ha detto che le aziende straniere sono le benvenute e agiscono in accordo con la legge cinese. Come dire: se Google non rispetta le nostre regole, può andarsene.
A rincarare la dose il ministro dell’Ufficio Informazioni del consiglio di Stato: la pornografia on line, frodi e rumor rappresentano una minaccia, ha dichiarato Wang Chen, aggiungendo che i media su Internet devono contribuire a guidare l’opinione pubblica in Cina, che conta il maggior numero di utenti, ad oggi circa 360 milioni. Dichiarazioni che lasciano intravedere un limitato margine per eventuali compromessi sulla vicenda, che potrebbe provocare ulteriore tensioni nei rapporti tra Cina e Stati Uniti.
Secondo Elinor Leung, analista alla CLSA di Hong Kong, il settore Internet nel suo complesso sta diventando molto repressivo, non solo relativamente a Google, ma per l’intera industria. Il motivo, ha aggiunto, è l’enorme crescita degli utenti della Rete e il fatto che il governo cinese se ne vuole assicurare il controllo.
Autore: Arianna Bernardini
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