Certificati online decreto semplificazioni: non si possono avere. Motivi

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La percentuale di servizi pubblici di base disponibili online in Italia è pari al 100%. Ma solo 10 cittadini su 100 ne hanno usufruito negli ultimi tre mesi. Perché?

Marcello Tansini 

Uno studio condotto da Capgemini per conto della Commissione UE rivela che l’Italia, in merito alla percentuale di servizi pubblici di base disponibili online, si piazza al primo posto in Europa. Con il 100%. Il recente decreto legge in materia di semplificazioni approvato dal Governo Monti prevede proprio interventi atti a favorire il ricorso dei cittadini a Internet per ottenere certificati in tempo reale e fruire di procedure digitalizzate.

È, dunque, l’Italia un Paese in cui i cittadini potranno beneficiare delle suddette semplificazioni e rapportarsi con la pubblica amministrazione attraverso Internet? E, ancora, i servizi pubblici di base disponibili online sono stati, nella pratica quotidiana, goduti dalla popolazione italiana?

Non si direbbe, a leggere le percentuali relative alla effettiva fruizione dei servizi di cui sopra. Negli ultimi tre mesi, solo il 10,7% dei cittadini italiani ha inviato e/o ricevuto un documento tramite le piattaforme online predisposte dalla pubblica amministrazione. Cambierà qualcosa con il decreto legge “Semplifica Italia” approvato dal Governo Monti? No, se l’annunciata Cabina di Regia per il potenziamento delle infrastrutture di rete non diventerà subito operativa. Perché è di fatto inutile proporre servizi pubblici online se i cittadini non dispongono della possibilità di accedere a Internet attraverso servizi di connettività a banda larga e ultralarga. Accanto al digital divide c’è un altro gap da colmare, in Italia: il divario culturale. Quattro famiglie su 10, nel Belpaese, non dispongono di utenze domestiche per l’accesso a Internet. Il 39% della popolazione tra i 16 e i 74 anni non si è mai collegata alla Rete, né da PC né da cellulare e tablet. Le infrastrutture di rete devono essere implementate e sviluppate. E, al contempo, si devono favorire percorsi formativi e scolastici di educazione all’uso di Internet.

C’è anche un altro dato che ci spinge a ritenere pressoché impossibile il ricorso massiccio dei cittadini italiani ai servizi pubblici disponibili online. Se, infatti, si guarda alle amministrazioni locali, solo il 7,3% dei Comuni, il 59% delle Regioni e il 13,7% delle Provincie consentono di fruire con successo di servizi veicolati attraverso Internet, stando ai dati ISTAT.
 

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