Censura Internet: siti con bollini rosso e connessioni limitate per minorenni. Proposta inglese.

Andy Burnham, ministro britannico della Cultura, propone di applicare a ogni sito web un bollino che ne definisca l'adeguatezza a un pubblico minorenne e limiti l'accesso a quelli adatti solo al pubblico adulto.

Redazione 

A novembre, il deputato della Linke Lutz Heilmann aveva chiesto e ottenuto l’oscuramento di Wikipedia.de, colpevole di presentare alcune frasi compromettenti sul passato del parlamentare, ex collaboratore della Stasi, la famigerata polizia segreta dell’ex Germania dell’Est. Heilmann, raggiunto da migliaia di proteste dei netizen, che si erano scagliati contro la censura, aveva poi fatto marcia indietro e chiesto scusa.

L’invito a regolare i contenuti di Internet arriva ora da Andy Burnham, ministro britannico della Cultura, che al Daily Telegraph ha annunciato di voler dar vita a un organismo per disciplinare il materiale presente sul web. «L’obiettivo» ha spiegato Burnham «è proteggere i minori dai contenuti offensivi o nocivi».

Il governo britannico ha anche intenzione di proporre all’amministrazione Obama, che si insedierà il 20 gennaio prossimo, di lavorare insieme a serie norme internazionali per i siti web in lingua inglese. Secondo il ministro inglese non si tratta di una campagna contro la libertà di espressione, ma di uno sforzo per tutelare l’interesse comune. «Più si cercano soluzioni internazionali a questo genere di cose più una norma internazionale può diventare una regola per l’intero settore» ha sottolineato il ministro. Della necessità di regolare Internet con normative internazionali aveva parlato anche il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Ma il premier non aveva specificato quali provvedimenti avrebbe intenzione di proporre. Burnham, invece, sta pensando a un sistema di valutazione simile a quello che viene adottato per i film, con i bollini che indicano quale pubblico che può assistere alle scene.

Il ministro britannico, inoltre, ipotizza il coinvolgimento dei provider, che potrebbero essere obbligati a fornire servizi dove gli unici siti accessibili siano quelli ritenuti adatti ai bambini o comunque a indicare chiaramente che un determinato contiene contenuti vietati ai minori. Infine, Burnham vorrebbe che la privacy e la dignità delle persone fossero meglio tutelate sul web e annuncia l’ipotesi di obbligare siti come Facebook e YouTube a rimuovere immediatamente i contenuti ritenuti offensivi e dannosi, senza la necessità di un’azione legale.

Autore: Arianna Bernardini

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