Cellulari, TV LCD LED, PC e notebook, tablet in Italia 2011-2012: vendite in calo
Dalla seconda parte dello scorso anno, le vendite di prodotti di elettronica di consumo sono in costante calo. Perdite contenute nel comparto smartphone, tablet e PC.
Ci sono i dati di fine anno, messi nero su bianco dall’ISTAT, che certificano una trend negativo del commercio al dettaglio in Italia. La diminuzione complessiva è stata dello 0,3%. Fra i settori che perdono colpi c’ anche quello alimentare. E le flessioni sono registrare sia nella grande che nella piccola distribuzione. L’Istituto di statistica ha fanno notare come le variazioni tendenziali negative di maggiore entità riguardano i gruppi elettrodomestici, radio, TV e registratori (-9,1%) e supporti magnetici, strumenti musicali (-7,3%). Il comparto informatico - PC, telecomunicazioni, tablet, telefonia - esibisce un poco lusinghiero -1,5%. A mostrare un calo un po’ più contenuto è il segmento gioiellerie e orologerie (-0,2%).
Si tratta di una crisi messa da parte nel periodo natalizio, di solito favorevole alle vendite di prodotti di elettronica di consumo? Non proprio, sembra infatti che questo vento di difficoltà stia soffiando su tutti i settori. Secondo l’AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati), nel mese di dicembre dello scorso anno c’è stata una “brusca frenata” nei consumi ovvero - 10% rispetto allo stesso mese del 2010. Più specificatamente, la contrazione ha coinvolto TV e audio (-14%) nonostante l’arrivo del digitale terrestre in molte regioni, i cosiddetti elettrodomestici bianchi (-12%) e i piccoli elettrodomestici (-5%). Per smartphone, tablet e PC le perdite sono state contenute.
A detta di Albino Sonato, presidente del sodalizio, “a livello di singole organizzazioni aderenti tutte le catene hanno attuato già da inizio mese e stanno attuando grossi sforzi promozionali per sostenere i consumi natalizi. Stiamo lottando con tutte le nostre forze per stimolare la tenuta dei consumi, nell’interesse delle nostre aziende, dei nostri dipendenti, mantenendo la qualità dell’offerta e dei servizi ai quali i nostri clienti sono abituati, nell’interesse anche dell’intero sistema. In particolare ci auguriamo che il Governo valuti gli effetti recessivi di un ulteriore aumento dell’IVA e si impegni a studiare le misure necessarie a ridare fiducia ai cittadini e a rilanciare i consumi”. Non solo, ma secondo alcuni analisti, non bisogna aspettarsi passi in avanti in questi primi sei mesi dell’anno.
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