Cellulari provocano tumori in modo maggiore rispetto a fumo e amianto secondo recente ricerca

Una ricerca condotta dal neurochirurgo Vini Khurana rivela che l’esposizione prolungata per almeno dieci anni alle radiazioni elettromagnetiche prodotte da un telefonino può aumentare del doppio le probabilità di sviluppare un tumore al cervello.

Redazione 
Stando ai risultati di una ricerca condotta dal neurochirurgo Vini Khurana per conto dell’Australian National University, l’esposizione prolungata per almeno dieci anni alle radiazioni elettromagnetiche prodotte da un telefonino cellulare è un fattore che può aumentare del doppio le probabilità di sviluppare un tumore al cervello.

Lo studioso ha elaborato le sue valutazioni finali sulla base dell’analisi di più di cento studi differenti che riguardano il rapporto tra emissioni elettromagnetiche dei dispositivi di telefonia mobile e l’insorgenza di malattie, giungendo alla conclusione che la correlazione è evidente, a patto di considerare soggetti che hanno usato il cellulare per almeno dieci anni.

In questo senso, secondo Khurana, gli studi compiuti finora non hanno potuto giovarsi di un campione sufficientemente attendibile, perché quasi tutti i soggetti messi sotto esame non avevano una longevità nell’esposizione alle emissioni elettromagnetiche dei cellulari superiore a pochi anni.

Guardando tutti gli studi più attendibili fin qui effettuati e tenendo conto invece solamente del campione di soggetti che hanno usato il cellulare per più di dieci anni, la correlazione tra tumore cerebrale e uso del telefonino è abbastanza forte, al punto di permettere al ricercatore di affermare: «Nei prossimi 10 anni, a meno di un’inversione di tendenza nell’utilizzo dei telefonini a vantaggio di nuovi apparecchi con meno emissioni, rileveremo una crescita esponenziale delle sindromi di tumore al cervello. Ci sarà un’emergenza sanitaria maggiore di quella rappresentata dal fumo di sigaretta o dall’inquinamento da amianto. Se non altro perché ci sono tre miliardi di persone in tutto il mondo che fanno uso dei cellulari. Un numero tre volte superiore a quello dei fumatori».

Autore: Pierluigi Emmulo

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