Cellulari e tumori: nuovo studio 2012 inglese nega collegamenti
Una nuova analisi britannica nega collegamenti tra l’uso dei telefonini e il rischio di contrarre tumori al cervello. Ma non è possibile giunge alla stessa conclusione nel lungo periodo.
La possibilità non viene scientificamente esclusa. Ma, in parallelo, non esiste alcuna prova inconfutabile del rapporto fra cellulari e cancro. La più recente analisi di oltre 300 pagine sull’argomento arriva dal Regno Unito e porta la firma della Health Protection Agency (HPA). Sono stati esaminati i risultati di centinaia di studi e non sono state trovate prove schiaccianti in grado di inchiodare smartphone, ripetitori e Wi-Fi, "almeno nel breve periodo". Le informazioni a disposizione per un tempo superiore a 15 anni di esposizione alle radiazioni emesse da questi dispositivi, sono poche. Un dettaglio non di poco conto poiché alcune forme tumori cerebrali possono aver bisogno di decenni prima di svilupparsi.
A ogni modo, l’HPA sente il dovere di raccomandare precauzione nell’utilizzo dei cellulari, soprattutto da parte dei più piccoli, e di preferire alle telefonate l’invio di brevi messaggi di testo o, se necessario, l’impiego del vivavoce. Ma nessuna crociata nei confronti del Wi-Fi nelle scuole, nelle case e nei luoghi pubblici.
Spiega il presidente del gruppo Anthony Swerdlow: "Penso che ci sia la necessità di tenere sotto controllo le tendenze nazionali relative al legame fra cellulari e tumori, in particolare cerebrali. Finora i tassi di carcinoma al cervello non risultano in aumento nei gruppi di età che hanno avuto un’esposizione ai telefonini per 10, 15 anni. Ma se questa malattia richiedesse 15, 20 anni o più per presentarsi, abbiamo bisogno di vigilare su questi tassi".
Solo pochi mesi fa, l’Istituto di Epidemiologia dei Tumori di Copenhagen era giunto a una conclusione simile. Dopo 18 anni di ricerche aveva negato collegamenti tra l’uso dei telefonini e il rischio di contrarre tumori al cervello. Pubblicato sul British Medical Journal, lo studio coordinato da Patrizia Frei ha coinvolto 358.403 persone fra il 1990 e il 2007. Spiegano i ricercatori: “Nel 1996 e nel 2002 abbiamo confrontato la frequenza di tumori in questo gruppo di persone rispetto a quella che si è verificata nella popolazione generale, ma non abbiamo trovato (né allora né nell’ultima verifica, datata al 2007) nessuna differenza significativa tra chi usava il cellulare da anni e chi invece no”.
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