Cellulare e tumori: prima indagine aperta in Italia. La storia

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Sette ore al giorno per 20 anni incollato al cellulare. Il procuratore Raffaele Guariniello apre un fascicolo sul caso di un uomo che ha sviluppato un glioblastoma.

Andrea Galassi 

Il magistrato Raffaele Guariniello ha aperto un fascicolo di indagine in seguito alla segnalazione pervenuta alla Procura di Torino di un sospetto caso di insorgenza di tumore dovuto all’uso del cellulare. Un autotrasportatore torinese di 45 anni, ricoverato in un ospedale del capoluogo piemontese, è stato colpito da un glioblastoma, una particolare forma di cancro al cervello. Sembra che l’uomo sia rimasto incollato al cellulare per circa sette ore al giorno per 20 anni. Dieci minuti la durata minima di ciascuna telefonata effettuata o ricevuta. Cellulare accesso e in carica anche la notte, a pochi centimetri dalla testa. L’uomo, inoltre, non avrebbe mai impiegato la funzione vivavoce o un auricolare.

Il caso è stato quindi segnalato alla Procura di Torino, allo scopo di accertare se vi sia una relazione tra l’abitudine, a lungo protratta nel tempo, di usare il telefonino nei modi di cui sopra e la malattia. Nel fascicolo aperto dal procuratore Guariniello non figura, al momento, alcun indagato.

Sulla vicenda si registra l’intervento del professor Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Tumori di Aviano. Secondo l’esperto, non è possibile trarre conclusioni su un singolo caso, in quanto il glioblastoma, un tumore altamente maligno del cervello, si verifica anche in persone che non hanno mai usato il cellulare o che lo hanno impiegato poco. Bisogna inoltre tenere conto dei numerosi studi condotti negli ultimi dieci anni – prosegue il prof. Tirelli - fra cui quello eseguito in Danimarca sull’intera popolazione del Paese in merito all’incidenza dei tumori e all’uso di cellulari. Lo studio ha escluso una correlazione in particolare per i tumori del cervello, ricorda l’esperto. Il professore suggerisce in ogni caso di attenersi alle regole consigliate da IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), e di attuare quindi una politica di precauzione. Fra i suggerimenti, limitare l’uso del telefonino per i ragazzi e proibirlo ai bambini, perché hanno strutture ossee e cervello in crescita, e risultano pertanto più sensibili. È altresì consigliato l’uso degli auricolari per gli adulti.

I telefonini sono presenti da circa 25 anni sul mercato, e non è possibile, a oggi, prevedere le conseguenze per la salute umana trascorsi 50 anni di esposizione, evidenzia Tirelli. Le linee guida di IARC, in ogni caso, sono utili per prevenire eventuali problemi, in attesa di ulteriori studi.

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