Canone RAI per cellulari, computer e player multimediali: l’Agenzia delle Entrate non sa cosa dire

RAI, Agenzia delle Entrate e Ministero della comunicazione non sanno indicare quali dispositivi elettronici di cui si è in possesso impongono il pagamento del canone. L'ADUC intende rivolgersi alla Commissione Europea.

Redazione 
Chiunque in Italia possiede un dispositivo utile a vedere le trasmissioni televisive della RAI è tenuto a pagare il canone. Se su questo non esistono deroghe, ci sono invece larghe perplessità su quali siano gli apparecchi che obbligano a corrispondere la tassa per la televisione pubblica.

L’ADUC, l’associazione per la tutela dei diritti degli utenti e consumatori, ha interpellato l’Agenzia delle Entrate cercando di capire in modo definitivo quali dispositivi elettronici impongono ai cittadini il versamento del canone. La risposta è stata estremamente evasiva: l’Agenzia dichiara di non avere competenze precise utili a stabilire quali siano effettivamente gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione del segnale televisivo.

L’Agenzia in questo senso rinvia al Ministero delle Comunicazioni la patata bollente di decidere quali dispositivi impongono il canone. L’ADUC allora ha provato a rivolgere la stessa richiesta di precisazioni al Ministero, ma anche in quella sede la risposta è rimasta vaga e aleatoria.

In conseguenza di questo vuoto informativo – ma intanto i cittadini continuano a pagare il canone... – l’ADUC ha deciso di scavalcare gli organi nazionali e di rivolgersi direttamente alla Commissione Europea. In più, sta valutando la possibilità di procedere per vie legali contro gli apparati amministrativi italiani competenti per i danni procurati ai contribuenti a causa di una chiarezza in campo normativo del tutto inconsistente.

Autore: Pierluigi Emmulo

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