Canone Rai computer 2012: non si deve pagare. Risposta ufficiale dopo proteste
Dietrofront di RAI dopo un confronto avvenuto con il Ministero dello Sviluppo Economico. Il canone non è dovuto per il mero possesso di computer, smartphone e tablet.
Non si deve pagare il canone RAI per il mero possesso di computer, smartphone e tablet. Una nuova comunicazione ufficiale diramata dagli uffici di Viale Mazzini torna a fare il punto sulla questione canone. «La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone», si legge nella nota stampa.
RAI torna a ribadire che la lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti si riferisce in via esclusiva al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage). Il canone speciale, inoltre, non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori, evidenzia RAI.
«Ciò quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone», prosegue la comunicazione ufficiale firmata RAI. «Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore», conclude l’azienda.
Secondo Federconsumatori, nella vicenda del canone speciale «ha finalmente vinto il buonsenso». Adoc, invece, si congratula con il ministro Corrado Passera, perché RAI «ha rinunciato al canone sui computer dopo l’interpretazione del Ministero dello Sviluppo Economico che ha escluso tali prodotti dal pagamento. «Apprezziamo l’intervento del Ministero, che ha interpretato correttamente una norma obsoleta e lesiva dei diritti dei consumatori. È stato fermato sul nascere un possibile abuso di diritto, la normativa sul canone non può essere assolutamente applicata, neanche indirettamente, a tutti coloro che non rientrano nei termini di legge. Pertanto i consumatori che non possiedono la televisione ma solo computer e dispositivi simili non possono e non devono in alcun modo essere obbligate a pagare il canone», ha dichiarato Carlo Pileri, presidente di Adoc.
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