Cancellare nomi delle persone da siti web per garantire la privacy. Proposta dal Garante.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha individuato alcune modalità tecniche che gli editori dovranno adottare per rispettare la privacy delle persone citate in articoli.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha individuato alcune modalità tecniche che gli editori dovranno adottare per evitare che i motori di ricerca visualizzino in automatico i dati personali contenuti negli archivi dei giornali. Anche quelli non più attuali o incompleti. Obiettivo: tutelare la riservatezza delle persone.
L’Autorità è intervenuta in materia in seguito ad alcuni ricorsi presentati nei confronti di un editore che ha reso disponibile ai motori di ricerca parte dell’archivio storico del proprio quotidiano. Chi ha presentato ricorso lamentava il fatto che, digitando il proprio nome su un comune motore di ricerca, otteneva notizie pubblicate anche molti anni prima.
Uno dei ricorrenti, in particolare, coinvolto in un processo e in seguito assolto, ha riferito che dai risultati della ricerca non emergeva l’esito positivo del procedimento legale. In altri casi, alcune persone che avevano cambiato attività professionale risultavano ancora associati a posizioni precedenti. I ricorrenti avevano richiesto la cancellazione o la modifica dei dati in questione.
L’Autorità non ha accolto l’istanza degli interessati, ma ha ritenuto legittima la loro richiesta di veder tutelata la propria attuale condizione. E così ha deciso di imporre alla società editrice dei criteri tecnici ad hoc, quali, per esempio, la predisposizione di una versione dell’articolo che non riporti i dati personali dei ricorrenti nel caso in cui il pezzo possa essere estratto automaticamente dai motori di ricerca esterni al sito, oppure un sistema che offra la garanzia che le notizie siano rintracciabili solo utilizzando il search engine interno del giornale o del sito Internet.
Autore: Andrea Galassi
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