Cancellare dati e file per sempre solo con gli SSD è possibile

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Una coppia di ricercatori australiani ha scoperto che recuperare i file cancellati dai dispositivi basati su memorie flash e dischi allo stato solido è un’operazione che non sempre va a buon fine. In salvo solo una piccola percentuale.

Corsair Performance 3 Series P3-64 SSD
 

I dati cancellati nei dispositivi basati su memorie flash e dischi allo stato solido (SSD) sono sempre più difficili da recuperare. I primi a essere danneggiati sono le agenzie di intelligence e gli investigatori delle procure, impossibilitati a risalire a eventuale materiale illegale. I firmware di serie accrescono l’efficienza dei meccanismi di storage, ma consentono l’eliminazione di file con estrema facilità.

A documentare il fatto, definito “sconcertante” da MacWorld USA, sono stati due ricercatori della Murdoch University di Perth, in Australia, Graeme B. Bell e Richard Boddington. Nello studio “Solid State Drives: The Beginning of the End for Current Practice in Digital Forensic Discovery?” documentano “l’evidenza” con una serie di esperimenti.

I due hanno messo a confronto un SSD Corsair da 64 GB e un hard disk magnetico di Hitachi da 80 GB. Se in quest’ultimo caso non si è verificato alcun problema nel recupero dati, con il drive SSD il risultato è stato di 1.064 file rinvenibili su un totale di 316.666 file. Il tempo per completare l’operazione, non a caso, è stato di 3 minuti anziché i soliti 30-60 minuti.

Le conclusioni degli studiosi sono nette: “Anche in assenza di specifiche istruzioni da parte dell’utilizzatore, un moderno drive SSD può distruggere in modo permanente prove importanti e in un breve intervallo, con una modalità tale che con un disco magnetico non sarebbe possibile”.

Autore: Fabio Lepre
 

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