Telelavoro 2016: la grande rivoluzione entro il 2020 senza dimenticare le leggi e nuove norme attuali Governo Renzi

In linea con quanto indicato nel rapporto del Word Economic Forum The Future of Jobs, il telelavoro troverà sempre più spazio in Italia.

Telelavoro 2016: la grande rivoluzione entro il 2020
 

La tendenza è quella di favorire il telelavoro ovvero il lavoro da casa. Da una parte è lo stesso esecutivo ad aver previsto una serie di norme per equiparare chi opera da casa e chi opera dall'ufficio e dall'altra ci sono le analisi del World Economic Forum, secondo cui non c'è dubbio che tutte le principali aziende seguiranno questa strada. Anzi, si spinge oltre spiegando come si tratterà della grande rivoluzione che caratterizzerà il mercato dell'occupazione. Per colleghi, consulenti e contractor si aprono dunque scenari inediti. Lo stesso articolo 1 del disegno di legge del Consiglio dei ministri, specifica che l'obiettivo è "incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e lavoro".

Già, qual è il vantaggio? Costi relativamente minori per le aziende e aumento del livello di competitività. Secondo il Politecnico di Milano la produttività può aumentare anche del 20%. In realtà, anche da queste parti il telelavoro è già parzialmente applicato. Federmeccanica, ad esempio, ha inserito lo smartwork nella piattaforma per il rinnovo contrattuale. Provando a fare esempi concreti, chi ha introdotto lo smartworking? Secondo l'indagine del Corriere della Sera, qui in Italia è già realtà in ABB (1.190 lavoratori coinvolti), American Express (990 lavoratori coinvolti), Barilla (1.600 lavoratori coinvolti), Bnl (400 lavoratori coinvolti), Fastweb (1.200 lavoratori coinvolti), Finmeccanica (30.000 lavoratori coinvolti),

E ancora: GdF Suez (numero variabile di lavoratori coinvolti), Gm (650 lavoratori coinvolti), Intesa Sanpaolo (3.000 lavoratori coinvolti), L'Oréal (700 lavoratori coinvolti), Mars Italia (320 lavoratori coinvolti), Micron (700 lavoratori coinvolti), Microsoft (800 lavoratori coinvolti), Nestlé (circa 1.000 lavoratori coinvolti), Philips (79 lavoratori coinvolti), Plantronics (tutti i lavoratori coinvolti), Sanofi (165 lavoratori coinvolti), Siemens (1.700 lavoratori coinvolti), Snam (200 lavoratori coinvolti), Subito.it (tutti i lavoratori coinvolti), Tetra Pak (800 lavoratori coinvolti), Ubi banca (74 lavoratori coinvolti), Unicredit (1.800 lavoratori coinvolti), Vodafone (3.500 lavoratori coinvolti).