Agcom e legge diritto d'autore: Di Pietro interviene

Contro la delibera di Agcom inizia a muoversi anche la politica.

Di Pietro interviene nelle questioni Agcom e legge sul diritto d'autore
 

I giorni passano, la polemica monta e ha iniziato a coinvolgere in maniera diretta anche la politica. Mentre Agcom continua a mantenere la sua posizione sulla delibera che dovrebbe essere approvata a giorni, incassando il sostegno di FIMI e di Confindustria Cultura Italia, la mobilitazione in Rete si sta diffondendo.

L'ultimo a spendere parole in favore di chi si oppone alla delibera di Agcom è stato Antonio di Pietro, che si è dichiarato contrario all'iniziativa dell'Autorità, considerata come “la prima offensiva in grande stile contro la libertà della Rete”, per tre motivi.

Il primo, sostenuto da tutti gli oppositori, è che non si possa oscurare un sito o rimuovere un contenuto senza passare da un intervento dell'autorità giudiziaria. Le altre obiezioni riguardano questioni di metodo. “La tabella fissata dall’Agcom nega di fatto il diritto alla difesa dei siti 'incriminati'”, ha dichiarato Di Pietro. “Con un margine di due giorni, e cinque di contraddittorio prima dell’oscuramento, non c’è nemmeno il tempo di preparare le carte per sostenere le proprie ragioni che già ti ritrovi oscurato. Decisioni di questa portata, nelle democrazie parlamentari, spettano al Parlamento, che invece non è stato neppure consultato”.

Mentre l'Italia dei Valori ha presentato un'interrogazione al Presidente del Consiglio, anche Paolo Gentiloni, responsabile del forum delle comunicazioni del PD, ha espresso preoccupazione per l'eventuale approvazione della delibera di Agcom, che considera “un grave errore.”

Autore: Roberto Laghi