Blog italiano chiuso e multato perché testata giornalistica secondo giudice. La vicenda.
Lo storico siciliano Carlo Ruta è stato condannato a una multa e alla chiusura del suo blog perché assimilabile a una testata giornalistica.
Era il mese di giugno quando Webmasterpoint dava notizia della multa inflitta allo storico siciliano Carlo Ruta, reo, secondo il giudice Patricia Di Marco, di possedere un blog che non rispettava la legge italiana sull’editoria, risalente al 1948.
Si trattava del primo caso in Italia e in queste ore il magistrato del Tribunale di Modica ha rilasciato le motivazioni della sentenza che hanno portato alla sospensione delle attività del blog e all’obbligo di pagare un’ammenda di 150 euro, oltre a 5 mila euro di spese giudiziarie.
In pratica, Carlo Ruta avrebbe violato la legge e commesso il reato di stampa clandestina, in quanto il suo blog non risultava registrato presso il tribunale competente.
Secondo la Di Marco, la legge n.62 del 2001, che ha integrato il testo del 1948, accomuna in un sistema unitario la carta stampata e i nuovi media e ha valore generale, tanto che ne consegue l’assoluta equiparabilità di un sito Internet a una pubblicazione a stampa.
Pertanto, prosegue la motivazione, devono essere inscritte nell’apposito registro tenuto dai tribunali civili le testate giornalistiche on line che abbiano le stesse caratteristiche e la stessa natura di quelle scritte o radiotelevisive, e che abbiano una periodicità regolare, un titolo identificativo e che diffondano presso il pubblico informazioni legate all’attualità.
Il giudice rincara ulteriormente la dose, affermando che la comunicazione on line costituisce la forma più efficace e potenzialmente più insidiosa di diffusione di una notizia, in quanto raggiungibile da chiunque, anche da chi magari ha cercato altro attraverso un motore di ricerca, ma si è trovato inviato a tale news.
Non solo: sarebbe stato lo stesso Ruta a inserire il suo blog tra le testate giornalistiche, in quanto il suo spazio web recava la dicitura Accade in Sicilia giornale di informazione civile.
Infine, sempre secondo il giudice, il blog in questione non consentiva la pubblicazione di commenti e di interventi senza la previa autorizzazione di Ruta, circostanza che, a detta della Di Marco, lo assimila in pieno a una regolare testata giornalistica.
Autore: Arianna Bernardini
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