Blog diminuiscono e sono meno visitati: siamo in una fase discendente. Ma rischiano di morire?
Il presente e il futuro dei blog secondo alcuni esperti.
Un recente ricerca di Universal McCann ha evidenziato come la diffusione dei blog a livello mondiale abbia raggiunto dimensioni davvero notevoli. Basti pensare che solo in Italia sono oltre tre milioni i blog aperti, che un netizen su sette tiene un blog e che sono molti gli utenti che regolarmente leggono i contenuti che provengono dalla blogosfera. È comunque vero che molti blog risultano inattivi e che il numero di quelli aperti non coincide con quelli effettivamente aggiornati.
C’è chi pronostica l’imminente fine della blogmania e dei blog stessi, almeno per come li abbiamo conosciuti sino ad ora: Paul Boutin è intervenuto su Wired con un articolo in cui sostiene la tesi che la ventata di novità iniziata soprattutto nel 2004 con l’esplosione dei blog è oramai finita e che i blog stanno cedendo progressivamente il passo ad altri strumenti di comunicazione e di relazione on line, come Twitter, Flickr e YouTube.
Non è d’accordo con quest’idea Massimo Mantellini, esperto di Internet e new media, che ha proposto la propria visione in un articolo pubblicato da Punto Informatico. Secondo Mantellini, la situazione attuale della comunicazione su Internet è caratterizzata dalla specializzazione degli strumenti di relazione e interazione, dal fatto, cioè, che «gli strumenti di relazione sociale in Rete sono andati incontro a un processo di raffinazione». Ecco, allora, siti e ambienti Internet specializzati nel video sharing, nella condivisione di fotografie e immagini, nella segnalazione e nello scambio di contenuti racchiusi in pochi caratteri come Twitter. Mantellini rileva che su Internet si sta verificando un progressivo spostamento della comunicazione più personale verso strumenti e ambienti dedicati specificatamente a questo tipo di interazione, come Facebook e MySpace. Secondo l’esperto, se bene interpretiamo il suo pensiero, i blog non sono destinati a morire. Piuttosto, come ogni realtà della Rete, ad evolvere, a cambiare faccia, a modificarsi nei contenuti e negli obiettivi.
Mantellini concorda con l’analisi di Boutin in un punto: è innegabile che nel corso dello sviluppo della blogosfera si sia assistito anche alla proliferazione di blog che forniscono contenuti che mancano di autenticità e che peccano di eccessiva amatorialità. E non è un caso che parallelamente siano nati numerosi blog che presentano caratteristiche che li avvicinano e li assimilano a una testata editoriale vera e propria. Che sono poi quei blog che catturano sempre più l’attenzione di agenzie di comunicazione e di editori, fino a generare casi eclatanti, come la notizia di un blog specializzato in consigli bancari acquistato per 15 milioni di dollari dal servizio di news finanziarie Bankrate.
Autore: Pierluigi Emmulo
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