Blocco Facebook quando ci si collega dall'ufficio: Poste Italiane oscura il sito.

Poste Italiane ha deciso in queste ore di bloccare l'accesso a Facebook per tutti i dipendenti e di trattenere sui server tutte le notifiche via email che il portale invia agli utenti.

Redazione 

Secondo una ricerca condotta presso la NUS Business School dell’Università di Singapore, di cui abbiamo scritto qualche tempo fa, ogni giorno in ufficio si spendono circa 51 minuti nel cosiddetto cyberloafing, ovvero il tempo trascorso a controllare la propria email, a leggere news, a scommettere on line, ad aggiornare il proprio profilo sui siti di social networking. Un’ora rubata totalmente al lavoro, in buona sostanza.

E se per i ricercatori dell’Università di Singapore si tratta di un bene, in quanto questa sorta di otium renderebbe più piacevole il lavoro aumentando addirittura la produttività dei lavoratori, molte aziende pensano invece che distrarsi durante le ore di ufficio sia tutt’altro che utile. In Gran Bretagna, per esempio, due terzi delle aziende blocca l’accesso dei propri dipendenti ai siti di social networking, negli Stati Uniti la percentuale sale al 50%, negli uffici pubblici canadesi è praticamente impossibile accedere a Facebook e simili.

Sembra proprio che sia Facebook il più odiato dai datori di lavoro e dalle amministrazioni pubbliche. Forse perché siamo nel pieno della Facebook-mania, anche in Italia. E così anche nel nostro Paese arrivano le prime risposte per impedire ai lavoratori e dipendenti di accedere al social network: è il caso di Poste Italiane, che ha deciso in queste ore di bloccare l’accesso al sito per tutti i dipendenti e di trattenere sui server tutte le notifiche via email che Facebook invia agli utenti. Nessuna possibilità di accedere ai profili, di attivare le diverse applicazioni, di chattare con gli amici e persino di controllare se Facebook ha inviato notifiche al proprio indirizzo di posta elettronica.

Una decisione, quella di Poste Italiane, caldeggiata anche dalla Regione Lombardia e dalla Regione Veneto, mentre il comune di Napoli ha già razionato l’accesso a Facebook per i propri dipendenti: non più di un’ora al giorno in frazioni di 10 minuti l’una.

Autore: Pierluigi Emmulo

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