BitTorrent protetto e anonimo al costo di 5 euro. E arriva anche su Facebook.

The Pirate Bay sta per lanciare IPREDator, un servizio di rete che assicura agli utenti un anonimato maggiore on line mediante nella condivisione di file torrent. E anche su Facebook si potranno condividere i link ai file torrent.

Redazione 

The Pirate Bay, il gruppo svedese di paladini del peer-to-peer, non si arrende. Benché sia ancora in corso il processo che li oppone alle major per presunta violazione dei diritti d’autore, i Pirati hanno messo in campo una nuova tecnologia per condividere file in modo anonimo e protetto. Parliamo di IPREDator.

La descrizione che accompagna il servizio è abbastanza sintetica: «IPREDator è un servizio di rete che assicura agli utenti un anonimato maggiore on line mediante una connessione di tipo VPN», ossia Virtual Private Network. In pratica, si utilizza la rete pubblica in modo protetto, creando un sistema di autenticazione che permette l’accesso solo agli iscritti al servizio. I dati che transitano sulla rete vengono criptati in modo da non risultare comprensibili ai non autorizzati. Come dichiara la Baia dei Pirati, questa nuova rete, a cui ci si può iscrivere al modico prezzo di 5 euro al mese, è sostanzialmente inespugnabile dall’esterno.

Ma The Pirate Bay non si accontenta e vuole invadere anche altri canali. Il prossimo obiettivo è il social network più seguito del momento: Facebook. È pronta infatti una nuova applicazione per Facebook che dà modo di mettere in condivisione i link per lo scaricamento dei file BitTorrent. Adesso, quando si cercano file torrent, si trova nelle pagine relative anche il link che permette di condividere il collegamento su Facebook: come accade con le pagine delle riviste on line, con i video o ancora con i post di un blog, è ora possibile pubblicare direttamente sulla pagina del proprio profilo il link relativo al file torrent che si ritiene interessante.

In pratica, un modo virale e perfettamente Web 2.0 per diffondere il P2P a macchia d’olio. Alla faccia di chi sostiene che il file sharing è il male assoluto.

Autore: Andrea Galassi

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