Berlusconi vuole regole internazionali per Internet dopo visite alle Poste.Proposte da lui e Governo
L'Italia avrà la presidenza di turno del prossimo G8, che si terrà a gennaio e Silvio Berlusconi proporrà una regolamentazione internazionale per Internet. Lo ha annunciato dopo una visita al Polo tecnologico delle Poste.
L’Italia avrà la presidenza di turno del prossimo G8, che si terrà a gennaio. In quell’appuntamento, Silvio Berlusconi proporrà una regolamentazione internazionale per Internet. Ad annunciarlo lo stesso presidente del Consiglio durante una visita al Polo tecnologico di Poste Italiane all’EUR di Roma.
Per conoscere i dettagli delle proposte che Berlusconi presenterà al tavolo del G8, che in realtà sarà un G20 in quanto ospiterà anche i Paesi che si avviano verso uno sviluppo industriale avanzato, occorrerà probabilmente attendere proprio l’inizio dei lavori, visto che il premier non ha specificato in che termini intende regolamentare la Rete. «Porteremo sul tavolo» ha detto il premier «una proposta di regolamentazione di Internet in tutto il mondo, essendo Internet un forum aperto a tutto il mondo».
Berlusconi, che si è detto impressionato dalla grande innovazione e modernizzazione tecnologica attuate all’interno di Poste Italiane, tanto da portarla come esempio per l’ammodernamento di tutto il Paese e della Pubblica Amministrazione, ha anche dichiarato che, nella prospettiva di proporre una regolamentazione comune per Internet, l’Italia si porrà come avanguardia «di queste nuove tecnologie, che ormai sono il futuro del mondo».
Ora, non vogliamo qui esprimere alcuna valutazione politica (non lo abbiamo mai fatto), ma ci sembra opportuno ricordare alcuni dati di fatto che riguardano il mondo in cui operiamo e che mostrano come l’Italia non sia affatto all’avanguardia per quanto riguarda Internet, tranne per alcune realtà di eccellenza. Nel Bel Paese, ogni 100 abitanti, ci sono 37 computer, 18 connessioni a banda larga e 54 connessioni alla Rete: molto poco, rispetto agli altri Paesi europei a economia avanzata. Il digital divide è un problema serio e l’Italia figura tra gli ultimi posti per diffusione di banda larga e larghissima. La mancanza di infrastrutture è evidente, visto che anche il governo in carica ha creato una task force per risolvere il problema.
Spesso, poi, quando la politica italiana, da destra e da sinistra, si è occupata di Internet, sono arrivate proposte molto discutibili. Peraltro è difficile sentirsi rassicurati in materia di regolamentazione della Rete da un premier che poco tempo fa ha risposto a un giornalista dell’AdnKronos affermando di non conoscere Internet...
Autore: Pierluigi Emmulo
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