Azioni Facebook: come comprare i titoli in Italia e quando. Consigli e analisi se conviene

Marck Zuckerberg

Iniziato il percorso che condurrą Facebook in Borsa. Cosa devono fare gli italiani intenzionati a investire i propri soldi sulla societą di Palo Alto? Quali sono i rischi?

 

Facebook ha raggiunto il massimo del successo o sta iniziando una fase di assestamento per cui sono necessarie nuove politiche societarie? Con la presentazione della domanda di offerta pubblica iniziale alla Sec americana (in Italia un ruolo simile è ricoperto dalla Consob), uno dei più importanti attori del web ha deciso di fare il suo ingresso in Borsa. Ma a differenza di chi l’ha preceduto (LinkedIn, ad esempio), siamo davanti a un colosso da 845 milioni di utenti, 3.200 dipendenti, un fatturato da 3,71 miliardi di dollari e che potrebbe esordire con la quotazione record di cinque miliardi di dollari. Stando alle stime del Sole 24 Ore, la società potrebbe essere valutata tra i 75 e i 100 miliardi di dollari,

Gli italiani intenzionati a investire i propri soldi su Facebook cosa devono fare? A quali intermediari fare riferimento per investire in azioni estere? Due indicatori che non devono essere persi di vista sono la convenienza economica e la fiscalità. Le modalità più battute per operazioni di questo tipo sono l’affidamento a broker e professionisti con regolare licenza per il commercio di azioni sulle Borse estere o l’acquisto di titoli esteri mediante la propria banca. E non va dimenticato che, qualunque strada si percorra, è sempre possibile affidarsi a strumenti di trading online con differenti ricadute sul regime fiscale.

Quali sono i fattori di rischio del colosso informatico messo in piedi da Marck Zuckerberg? Non si tratta di ipotesi, ma di vere e proprie certezze messe nero su bianco dalla stessa società di Palo Alto nel Registration Statement. Si tratta di un passaggio obbligato per chi decide di quotarsi a Wall Street. La più (apparentemente) banale è la perdita di utenti o lo spostamento verso altri servizi come Twitter Google Plus. D’altronde, con i veti dei vari Cina, Corea del Nord, Iran, e Siria non si possono dormire sonni tranquilli.

Appaiono invece più interessanti i rischi legati alla diffusione della connessione in mobilità ("nella versione mobile non mostriamo la pubblicità") e alla eventuale rottura dei rapporti con Zynga, la software house che mette a disposizione alcuni dei più popolari social game come FarmVille e CityVille: il "12% dei ricavi" arriva proprio da qui. Certo, sono sempre in agguato errori di programmazione che possono far saltare la piattaforma. Ma la conseguenza più pericolosa è un’altra: "Potrebbero essere rivelate informazioni che gli utenti avevano definito private".
 

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